
ROMA (ITALPRESS) – Revisione delle tariffe sanitarie e necessità di garantire un sistema stabile, aggiornato e sostenibile per le strutture pubbliche, private autorizzate e private accreditate, e per i cittadini. È quanto chiede UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, nel corso di una conferenza stampa con la presidente Mariastella Giorlandino, alla presenza dei presidenti delle Associazioni aderenti all’Unione e moderata da Maria Grazia Cucinotta, da molti anni al fianco di Giorlandino nelle iniziative solidali di protezione sociale, in particolare a favore delle categorie più fragili e a rischio, volto e sostenitrice della Fondazione Artemisia e della UAP. “Continuiamo troppo spesso a parlare di sanità pubblica e sanità privata come se fossero due sistemi contrapposti. Non è così. Il nostro ordinamento ha costruito il Servizio sanitario nazionale come un sistema a responsabilità pubblica nel quale le cure vengono erogate attraverso strutture pubbliche e strutture private accreditate“. Lo afferma la presidente UAP, Mariastella Giorlandino. “Il privato accreditato è quindi parte integrante della rete del SSN: integra il pubblico, non lo sostituisce. La responsabilità deve restare pubblica. E il pubblico che deve conoscere i bisogni di salute, programmare l’offerta, stabilire regole e priorità, controllare appropriatezza e qualita e garantire i livelli essenziali di assistenza”.
“Ma se il sistema è uno, dobbiamo imparare a programmare come un sistema unico le capacità che abbiamo a disposizione. Dopo oltre un decennio di attesa – spiega -, nel novembre 2024 è stato approvato il nuovo nom tariffario della specialistica ambulatoriale. Noi chiediamo la tutela della salute dei cittadini. La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, la politica deve uscire dagli slogan. Noi vogliamo i cittadini al centro e la qualità del servizio; sono due anni che combattiamo per l’adeguamento delle tariffe, ma dal Ministero sono uscite le stesse che erano quelle improponibili, ne hanno aumentate di 2.040 solo 445 di cui 158 sotto la rivalutazione Istat – sottolinea – . Questo significa che una visita a 23 euro non si può fare. Ma non è solo l’aspetto economico, vogliamo la qualità, vogliamo garantire che chi è malato possa fare dei percorsi clinici. La santità deve salvare la vita alle persone e purtroppo, ormai, tante patologie sono fuori controllo”, spiega la presidente. L’Italia quindi non dispone oggi di un meccanismo generale e stabile capace di preservare nel tempo il valore reale delle tariffe sanitarie. UAP propone un metodo più semplice e trasparente: costruire una base tariffaria rigorosa, determinando analiticamente i costi delle singole prestazioni attraverso un confronto effettivo con sanità pubblica, privata accreditata, Regioni e istituzioni tecniche; aggiornare annualmente le tariffe sulla base di un indice ufficiale; riservare a scadenze pluriennali la revisione strutturale dei costi.
Un sistema più prevedibile, meno esposto al contenzioso e anche meno oneroso da amministrare. La questione non riguarda soltanto la sanità privata accreditata: tariffe inferiori ai costi efficienti danneggiano anche le strutture pubbliche, che sostengono comunque il costo reale delle prestazioni. Una tariffa incongrua, quindi, non è necessariamente un risparmio per il Servizio sanitario nazionale: può semplicemente trasferire altrove il costo e ridurre la capacità complessiva di cura. “Non chiediamo di sostituire il pubblico con il privato. Chiediamo un Servizio sanitario nazionale più forte, nel quale il pubblico eserciti pienamente la propria responsabilità di guida e utilizzi in modo intelligente tutte le capacità che fanno parte del sistema – conclude Giorlandino -. Perché il cittadino che aspetta una risonanza non domanda chi sia il proprietario dell’apparecchiatura. Domanda al Servizio sanitario nazionale di essere curato bene e in tempo. E allora il messaggio è semplice: pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale. Un solo sistema, un solo diritto alla cura”.
Paolo Poletti, consulente UAP, sottolinea che la richiesta generale è “la qualità della cura per rispondere alle esigenze dei cittadini. Io parlo in difesa della sanità pubblica perché l’art. 32 della Costituzione disegna un sistema in cui la responsabilità della salute è un capo al pubblico – spiega -. Quindi, bisogna recuperare la capacità di regia e di orientamento anche degli investimenti dei privati perché non si possono lasciare risorse non utilizzate”. Moderatrice dell’appuntamento Maria Grazia Cucinotta che ricorda di essere “promotrice di prevenzione da ormai più di 30 anni e quando dico alle persone di fare prevenzione mi rispondono: ci hanno detto che è finito il budget oppure parlano di liste d’attesa lunghissime. Quindi è necessario cercare di trovare una soluzione perché chi si ammala non sceglie di esserlo e va tutelato. Bisogna dare l’opportunità a tutti i cittadini di fare controlli e prevenzione, perché la prevenzione salva la vita, ma devono poterla fare”.
– foto xb1/Italpress –
(ITALPRESS).
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