ROMA (ITALPRESS) – Un Manifesto per la comunicazione responsabile nella e per la salute. Lo ha presentato ieri, 27 maggio, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, il Gruppo Scienze della Vita di FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, nel corso dell’incontro “Comunicazione responsabile nella salute e per la salute”, promosso su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini e realizzato in collaborazione con la stessa FERPI.
Il Manifesto “Il ruolo della comunicazione per un ecosistema della salute etico e responsabile” è stato redatto dal Gruppo Scienze della Vita, nato in seno a FERPI nel 2024, che riunisce professionisti della comunicazione provenienti da aziende, istituzioni, università, sanità pubblica e privata, società scientifiche, agenzie e terzo settore e promuove una comunicazione etica, responsabile e trasparente in ambito sanitario e biomedicale, affermandosi come punto di riferimento per chi opera nella complessità del sistema salute.
Presente a Roma il Presidente della Federazione, Filippo Nani, che ha ringraziato la Senatrice Sbrollini per aver promosso l’incontro e in una sede istituzionale, lanciando un segnale importante, perché parlare di comunicazione della salute significa parlare di responsabilità pubblica, fiducia, qualità dell’informazione e, in ultima istanza, tutela delle persone. E i comunicatori si prendono cura delle persone.
“Sono particolarmente orgoglioso – ha detto- del lavoro svolto dal nostro Gruppo Scienze della Vita. Un lavoro serio, competente, appassionato, che nasce da ascolto e confronto con mondi diversi. Il Manifesto arriva in un momento in cui la comunicazione non può più essere considerata una semplice attività di trasmissione di informazioni, ma contribuisce piuttosto a creare cultura, a orientare percezioni, a costruire fiducia. E ancora di più quando parliamo di salute, dove ogni parola può incidere sul modo in cui una persona comprende il proprio percorso di cura, si relaziona con il medico, affronta una diagnosi o valuta una scelta terapeutica FERPI, come organizzazione intermedia, sente una responsabilità particolare: quella di essere uno spazio in cui l’argomentazione conta più della reazione immediata, in cui il confronto anche quando complesso tra stakeholder è possibile, e in cui ricerca della verità viene riconosciuta come valore da costruire e proteggere. Il Gruppo Scienze della Vita ha interpretato al meglio il ruolo della Federazione: promuovere una comunicazione etica, competente, capace di generare fiducia e di servire il bene comune”.
L’appuntamento ha visto la presenza trasversale di professionisti della comunicazione, rappresentanti istituzionali, mondo scientifico, associazioni e stakeholder del sistema salute. Un segnale evidente di quanto il tema della comunicazione sanitaria stia assumendo oggi un ruolo sempre più strategico e strutturale.
A moderare il confronto Francesco Maria Avitto, in uno slalom tra prospettive differenti tutte confluenti, però, sulla necessità di costruire fiducia attraverso una comunicazione credibile, responsabile e interdisciplinare. Federico Serra (Capo Segreteria Tecnica Intergruppo Parlamentare sulla prevenzione e le emergenze sanitarie nelle aree interne), Roberto Grassi per la Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche (FISM), Pasquale Chiarelli per la Società Italiana di Leadership e Management in Medicina (SIMM), Anna Lisa Mandorino per Cittadinanzattiva, Ruben Razzante dell’Università Cattolica di Milano e della LUMSA di Roma su il tema delle regole deontologiche dell’informazione, Nives Murgia per Confindustria Dispositivi Medici, Livio Gigliuto per l’Istituto Piepoli: contributi autorevoli da osservatori diversi che hanno rafforzato la convinzione che molto debba ancora essere fatto. Nell’interesse dei pazienti, degli operatori sanitari e dell’intera società civile.
Ad Alex Dell’Era, in rappresentanza del Gruppo “Scienze della Vita” di Ferpi, il piacere di presentare ufficialmente per la prima volta il Manifesto per una comunicazione responsabile nella e per la salute – “IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE PER UN ECOSISTEMA DELLA SALUTE ETICO E RESPONSABILE” -esito di un percorso di confronto all’interno del Gruppo di studio, che ha coinvolto anch’esso professionalità, sensibilità ed esperienze differenti. La comunicazione sanitaria – ha detto Dell’Era – non può più oggi essere considerata “un tema accessorio” o una funzione che interviene a valle dei processi decisionali. Al contrario, la comunicazione rappresenta una componente strutturale dell’ecosistema salute, capace di influenzare fiducia, adesione ai percorsi di prevenzione, rapporto con le istituzioni e qualità della relazione tra cittadini e sistema sanitario.
Uno dei punti centrali del Manifesto riguarda proprio il concetto di coralità: nessun attore del sistema salute – istituzioni, professionisti, industria, media, associazioni o cittadini – può affrontare da solo la complessità comunicativa contemporanea. Da qui l’imput a costruire una cultura comune della comunicazione sanitaria, fondata su responsabilità condivisa, dialogo e continuità del confronto. Il Manifesto individua, inoltre, alcuni principi fondamentali che dovrebbero guidare la comunicazione nel sistema-salute: autenticità, responsabilità, collaborazione e formazione. Principi che non vogliono rappresentare un insieme astratto di regole, ma una proposta concreta per rafforzare la credibilità dell’intero ecosistema comunicativo sanitario.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle prospettive future del progetto. “Il Manifesto presentato oggi – ha specificato Filippo Nani – non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Una proposta di metodo, di etica professionale e di responsabilità condivisa. Vuole aiutarci a disarmare le parole, sottraendole alla semplificazione, alla polarizzazione, alla paura e alla disinformazione. In un tempo in cui le persone cercano sempre più spesso risposte online, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale, la qualità della comunicazione diventa parte integrante dell’ecosistema della cura. Per questo dobbiamo garantire informazioni corrette, comprensibili, contestualizzate, senza mai sostituire il valore insostituibile della relazione medico-paziente”.
Tra gli obiettivi emersi, la volontà – cui hanno manifestato una appassionata adesione tutti i partecipanti al panel – di creare spazi permanenti di confronto tra i diversi attori del sistema-salute, nella consapevolezza che la frammentazione comunicativa – che è una delle criticità individuate nel delicato ambito della salute – non possa essere affrontata con interventi isolati, ma soltanto attraverso relazioni stabili, responsabilità condivise e una cultura interdisciplinare della comunicazione. Il Manifesto nasce proprio con l’ambizione di contribuire alla costruzione di un ecosistema comunicativo più credibile, trasparente e orientato alla fiducia.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle prospettive future del progetto. “Il Manifesto presentato oggi – ha specificato Filippo Nani – non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Una proposta di metodo, di etica professionale e di responsabilità condivisa. Vuole aiutarci a disarmare le parole, sottraendole alla semplificazione, alla polarizzazione, alla paura e alla disinformazione. In un tempo in cui le persone cercano sempre più spesso risposte online, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale, la qualità della comunicazione diventa parte integrante dell’ecosistema della cura. Per questo dobbiamo garantire informazioni corrette, comprensibili, contestualizzate, senza mai sostituire il valore insostituibile della relazione medico-paziente”.
Tra gli obiettivi emersi, la volontà – cui hanno manifestato una appassionata adesione tutti i partecipanti al panel – di creare spazi permanenti di confronto tra i diversi attori del sistema-salute, nella consapevolezza che la frammentazione comunicativa – che è una delle criticità individuate nel delicato ambito della salute – non possa essere affrontata con interventi isolati, ma soltanto attraverso relazioni stabili, responsabilità condivise e una cultura interdisciplinare della comunicazione. Il Manifesto nasce proprio con l’ambizione di contribuire alla costruzione di un ecosistema comunicativo più credibile, trasparente e orientato alla fiducia.
-Foto ufficio stampa Ferpi-
(ITALPRESS).
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