L’Università degli Studi di Palermo aderisce al Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing

L’Università degli Studi di Palermo aderisce al Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing

PALERMO (ITALPRESS) – L’Università degli Studi di Palermo è entrata a far parte in qualità di membro della compagine pubblico-privato della Fondazione ICSC, il soggetto che coordina e gestisce il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC). La notizia è stata data in occasione dell’evento dedicato al ruolo dell’Ateneo siciliano nelle prospettive di sviluppo del Centro Nazionale ICSC, che ha rappresentato il primo momento ufficiale di presentazione del Centro Nazionale alla comunità accademica dell’Università di Palermo. Un passaggio che apre una nuova fase di collaborazione strategica e che consentirà all’Ateneo di contribuire al consolidamento e alla valorizzazione dei risultati raggiunti da ICSC negli ultimi anni, grazie a riconosciute competenze nel campo del calcolo avanzato, dell’analisi ad alte prestazioni dei dati e dell’Intelligenza Artificiale, già protagoniste di importanti iniziative di ricerca nazionali e internazionali. L’adesione dell’Università degli Studi di Palermo a ICSC rappresenta l’approdo naturale di un percorso avviato nel 2024 con la realizzazione, presso il campus dell’Ateneo, di una infrastruttura di High Performance Computing, a supporto del Centro di Ateneo in Digital Prevention, Public Health & Management, e della comunità accademica, finanziata coi fondi PNC del Progetto DARE (Digital Lifelong Prevenzione), nell’ambito del quale l’Università degli Studi di Palermo è capofila dello Spoke 2. Un data center già federato con il CINECA che entrerà a far parte dell’infrastruttura distribuita di supercalcolo realizzata dal Centro Nazionale, contribuendo a rendere Palermo un punto di riferimento per la ricerca computazionale avanzata nel Mezzogiorno. Nato nel 2022 nell’ambito degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Centro Nazionale ICSC è oggi una delle più importanti iniziative italiane dedicate allo sviluppo delle tecnologie digitali avanzate. In poco più di quattro anni ha realizzato la prima infrastruttura pubblica nazionale in grado di integrare risorse di Cloud Computing, High Performance Computing e Quantum Computing, rendendo disponibili al sistema della ricerca e dell’innovazione capacità computazionali strategiche per affrontare le grandi sfide scientifiche e industriali contemporanee.

Nel corso della fase PNRR, il Centro ha promosso oltre 100 progetti di ricerca dedicati allo sviluppo e all’applicazione delle tecnologie emergenti in ambiti strategici per il Paese, avviato più di 70 progettualità a guida industriale, finanziato circa 140 progetti di innovazione e contribuito alla produzione di oltre 3.700 pubblicazioni scientifiche. Risultati che testimoniano la capacità di ICSC di mettere in rete università, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni in un ecosistema nazionale orientato all’innovazione e al trasferimento tecnologico. Conclusa la fase di finanziamento del PNRR, l’obiettivo del Centro Nazionale è oggi consolidare e rendere permanente il patrimonio di competenze, infrastrutture e relazioni costruito negli ultimi anni. Anche grazie al contributo di nuovi membri come l’Università degli Studi di Palermo, ICSC punta a trasformare gli investimenti realizzati in una capacità stabile al servizio del Paese, valorizzando conoscenze e tecnologie per sostenere la crescita del sistema produttivo, rafforzare la sovranità digitale nazionale e favorire lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sempre più competitivo a livello internazionale. “Il supercalcolo è una risorsa strategica per la competitività e la qualità della ricerca – commenta Massimo Midiri, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo – Il nostro Ateneo, grazie al PNRR, ha investito in infrastrutture di calcolo avanzato per il sostegno a numerosi progetti di ricerca. Per UniPa la collaborazione con ICSC rappresenta un’importante opportunità per accedere a ulteriori infrastrutture avanzate attraverso un modello condiviso. Perché questo modello sia sostenibile, occorre garantire nel tempo l’accesso ai sistemi e promuovere un uso responsabile delle risorse, anche sul piano energetico. È un impegno che riguarda sia il modo in cui facciamo ricerca sia il contributo che possiamo dare, attraverso i suoi risultati, alla transizione ecologica e allo sviluppo del territorio”.

“La decisione dell’Università degli Studi di Palermo di aderire alla Fondazione ICSC conferma ancora una volta la portata del lavoro svolto dal Centro Nazionale in questi anni“, dichiara Antonio Zoccoli, Presidente del Centro Nazionale ICSC, “In un arco di tempo relativamente breve siamo riusciti ad affermarci come una piattaforma abilitante e attrattiva per la ricerca e l’innovazione dell’intero sistema Paese, costruendo infrastrutture, competenze e collaborazioni che oggi rappresentano un patrimonio strategico per l’Italia. Il nostro obiettivo è ora trasformare questi risultati in strumenti concreti a disposizione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione. L’ingresso di realtà di eccellenza come l’Università di Palermo, portatrici di competenze avanzate e di una forte capacità di innovazione, rappresenta un elemento fondamentale per affrontare con successo questa nuova fase di sviluppo”. L’evento, svoltosi all’Università degli Studi di Palermo, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro del supercalcolo e delle tecnologie emergenti nel Paese. Nel corso della prima parte della giornata sono stati illustrati i principali risultati raggiunti dal Centro Nazionale ICSC e le progettualità attualmente in corso, delineando al contempo le direttrici strategiche che guideranno l’attività del Centro nella fase successiva alla conclusione del PNRR. Un passaggio cruciale per definire il posizionamento di ICSC come infrastruttura permanente a supporto della ricerca scientifica, dell’innovazione industriale, e della competitività tecnologica nazionale. La seconda parte della giornata è stata, invece, dedicata alle competenze e alle iniziative sviluppate dall’Università degli Studi di Palermo nei settori della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, della gestione dei dati e delle scienze computazionali. Uno spazio di approfondimento è stato dedicato alle attività di ricerca del Progetto DARE, della Fondazione Heal Italia, con capofila l’Università degli Studi di Palermo, e del Progetto NBFC così come alle principali attività legate al rapporto con le imprese e le pubbliche amministrazioni. Esperienze che potranno costituire un importante volano per future progettualità condivise, favorendo nuove sinergie tra il Centro Nazionale, il mondo della ricerca e il tessuto produttivo del territorio.

– foto ufficio stampa Università degli Studi di Palermo –

(ITALPRESS).

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