ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% per l’intera economia, identico risultato al 2024. Il settore privato segna un +3,2%, trainato dall’agricoltura (+5%), dall’industria (+3,4%) e dai servizi privati (+3%). Per la Pubblica Amministrazione (personale non dirigente) la crescita si attesta al 2,7%. Lo rende noto l’ARAN, che ha pubblicato il Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti n. 2/2025, elaborato in base ai dati disponibili al 16 aprile 2026.
Il Rapporto analizza in dettaglio le evidenze retributive di fatto del comparto Funzioni centrali nel periodo 2021-2023 e fotografa la dinamica delle retribuzioni contrattuali nell’anno 2025 e sul decennio 2015-2025. Il dato della PA non registra ancora il pieno effetto di alcuni importanti rinnovi conclusi a dicembre 2025 e nei primi mesi del 2026, relativi al triennio 2022-2024 (Istruzione e Ricerca, Funzioni locali, Sanità). Registra invece la ripresa dell’erogazione della quota potenziata dell’IVC 2022-2024 da gennaio 2025 e la nuova IVC relativa al triennio 2025-2027, corrisposta in misura pari allo 0,6% del tabellare dall’aprile 2025 salita all’1% dal luglio 2025.
Nei comparti ARAN la crescita media annua 2025 è stata del 2,2%, con differenze tra i comparti: le Funzioni centrali guidano il risultato con +5,4%, grazie alla combinazione di IVC potenziata, rinnovo CCNL e secondo decreto di perequazione delle indennità di amministrazione. L’Istruzione e Ricerca segna +2,8%, mentre Sanità (+0,8%) e Funzioni locali (+0,6%) mostrano incrementi più contenuti, in attesa del pieno dispiegarsi dei rispettivi rinnovi.
Nel decennio 2015-2025 la crescita cumulata delle retribuzioni contrattuali del settore privato è stata del 16,2%, quella della PA non dirigente del 14,9%. Tra i comparti ARAN la crescita cumulata varia dal +17,7% delle Funzioni centrali al +13,4% di Funzioni locali e Istruzione e Ricerca, con Sanità al +15,7%. Il vantaggio delle Funzioni centrali è in parte attribuibile ai due decreti di perequazione delle indennità di amministrazione (DPCM 2021 e 2024), che hanno prodotto un effetto aggiuntivo di circa 2 punti percentuali rispetto agli altri comparti.
“Il Rapporto ARAN sull’andamento delle retribuzioni nel 2025 conferma che la strategia di questo Governo sulla contrattazione pubblica sta producendo risultati concreti e misurabili. I dati parlano chiaro: le retribuzioni nella Pubblica Amministrazione sono cresciute del 2,7% nel 2025, con effetti già visibili dei principali rinnovi contrattuali. Ma il dato più significativo riguarda le Funzioni Centrali, dove la crescita retributiva di fatto nel periodo 2021-2023 ha raggiunto il 13% – circa il doppio di quanto stimabile sulla sola base degli incrementi contrattuali formali. Un risultato che dimostra come gli investimenti sull’organizzazione del lavoro, sulla carriera e sulla produttività producano valore reale per i lavoratori pubblici. Va sottolineato che il Rapporto non incorpora ancora gli effetti dei contratti chiusi a fine 2025 e nei primi mesi del 2026 – Sanità, Istruzione e Ricerca, e Funzioni Locali – il cui pieno impatto si dispiegherà nei prossimi mesi. Siamo quindi solo all’inizio di un percorso virtuoso”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
“Questo Governo ha scelto di dare continuità alla contrattazione collettiva, stanziando risorse per tre trienni consecutivi – 2022-2024, 2025-2027, 2028-2030 – con una visione di lungo periodo che la pubblica amministrazione italiana non aveva conosciuto da tempo. La continuità non è un dettaglio tecnico: è la condizione perché i lavoratori pubblici possano programmare il futuro, e perché le amministrazioni possano attrarre e trattenere i talenti di cui hanno bisogno – ha aggiunto -. I frutti di quella scelta sono oggi visibili nei numeri. E le trattative in corso per il triennio 2025-2027 sono la prova che quella rotta non cambierà”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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