ROMA (ITALPRESS) – Tra il 2006 e il 2025, le tre specie seminative che occupano le superfici agricole più ampie hanno registrato rilevanti contrazioni della produzione. Le flessioni più rilevanti riguardano il mais (-51,2% della superficie coltivata e -42,7% della produzione, con la resa per ettaro in crescita del 17,4%); il frumento duro che ha visto ridurre sia le superfici coltivate (-15,5%) sia la produzione (-9,3%), con una crescita più contenuta della resa (+7,4%); il frumento tenero che ha registrato una flessione della produzione (-21,4%) superiore a quella delle superfici (-12,3%), e la conseguente diminuzione della resa per ettaro (-10,4%).
In forte crescita invece altre produzioni quali erbai monofiti (+97,1%), soia (+94,6%), mais ceroso (+46,0%) e piante leguminose (+34,7%).
Anche per le principali colture fruttifere prevale, tra il 2006 e il 2025, la tendenza alla flessione. Tra le specie in forte calo: pera (la produzione è diminuita del 60,6% e la superficie del 52,8%), pesca (-40,7% della produzione e -31,9% delle superfici), nettarina (-43,5% della produzione e -49,3% delle superfici), nocciola (-30,3% della produzione). In crescita produttiva clementine (+20,3%), kiwi (+17,8%) e mela (+13,2%).
Nel periodo considerato, la produzione di vino registra una contrazione contenuta (da 49,6 milioni di ettolitri del 2006 a 47,8 milioni del 2025, pari a -3,6%), mentre la produzione di olio di oliva è in forte diminuzione (-37,6%), essendo passata da 603,3 milioni di litri del 2006 a 378,6 milioni del 2025, con forti oscillazioni annuali. Nel 2025, solo il 21,4% della produzione nazionale di olio di oliva è destinata al mercato interno (81 milioni di litri su 379): il fabbisogno interno di olio di oliva è alimentato con 565 milioni di litri di olio di oliva importato, livello pari a 1,5 volte la produzione nazionale.
Nel 2025, l’Italia ha l’8,7% della superficie agricola utilizzata dell’Unione europea e si pone al quinto posto dopo Francia, Spagna, Germania e Polonia. Il peso dell’Italia sulla produzione agricola dell’Ue27 è particolarmente elevato per nocciola (75,2%), riso (52,8%), frumento duro (43,2%), pomodoro in piena aria (42,1%), soia (37,9%), uva (33,2%), arancia (30,5%) e supera il 20% per mela (20,4%). Tra il 2006 e il 2025 è diminuita anche la consistenza del numero di capi per tutte le principali specie allevate, con le sole eccezioni dei bufalini (+92,6%) e dei caprini (+3,4%).
La flessione più rilevante ha caratterizzato gli ovini (-28,1%), seguiti dai suini (-15,6%) e dai bovini (-12,2%). La riduzione in Italia della consistenza dei capi animali, con la sola eccezione dei capi caprini, è in linea con il calo registrato a livello europeo. La produzione di latte è in sensibile crescita: nel 2024 2 in Italia sono stati raccolti 138,4 milioni di quintali di latte, con una crescita del 27,2% rispetto ai 108 milioni del 2006, dovuta alla maggiore quantità di latte raccolta in media per ogni capo. In crescita la produzione di formaggi (+17,7%), in flessione quella di burro (-21,3%).
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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