ROMA (ITALPRESS) – Non può esserci sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale. È questo il principio che guida il nuovo corso di Agci Agroalimentare Pesca e Acquacoltura, che da oggi assume la denominazione Agci AgroIttico. Una scelta che nasce dalla necessità di rafforzare la presenza delle cooperative sul mercato, superare la frammentazione delle filiere e restituire valore aggiunto ai produttori, che sono oggi gli attori più penalizzati lungo la catena agroalimentare.
La nuova identità non è solo formale: rappresenta un passaggio strategico verso una filiera cooperativa più integrata, capace di accorciare il percorso dal produttore al mercato, aumentare il potere contrattuale delle imprese associate e contrastare dinamiche che comprimono i redditi agricoli e ittici.
“Abbiamo lavorato per cambiare l’atteggiamento dell’Europa e lo stiamo facendo perché siamo una potenza. In Europa è mancata la nostra voce che mettesse le cose a posto e in tanti ci hanno ringraziato”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenuto questa mattina al congresso.
Agci AgroIttico richiama l’attenzione sul rischio di una progressiva desertificazione produttiva dell’agricoltura e della pesca italiane, aggravata da filiere troppo lunghe e da un mercato che non riconosce adeguatamente il valore del lavoro primario. Una situazione che, secondo Agci AgroIttico, non è più sostenibile: “Agricoltori e pescatori non possono essere il bancomat di ogni crisi geopolitica, energetica o ambientale”, è il messaggio forte che arriva dall’Associazione.
Il nuovo assetto organizzativo ribadisce un principio fondamentale: “La produzione agricola e ittica non può essere trattata come un fattore di impatto. Chi lavora la terra e chi va per mare è il primo custode degli ecosistemi”. È per questo che Agci AgroIttico sottolinea la necessità di politiche che distinguano tra modelli intensivi e filiere cooperative sostenibili, evitando approcci ideologici che penalizzano chi produce correttamente e in modo responsabile. Il richiamo al contesto internazionale è chiaro: “L‘agroalimentare è ormai uno strumento strategico globale. Le nazioni che non mettono agricoltura e pesca al primo posto non saranno mai grandi potenze”.
-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).
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