MILANO (ITALPRESS) – “L’agricoltura per noi rappresenta molto come nazione, rappresenta ricchezza benessere, tradizione, tutela del paesaggio, cultura. Perché agricoltura e cultura sono intimamente connesse. Noi condividiamo l’obiettivo di far crescere e valorizzare ciò che ci rende unici al mondo. Coltivare significa anche avere cura, ogni buon agricoltore ha cura del proprio territorio. Lo dico per ricordare che voi siete i primi custodi dell’ambiente, che il vostro contributo va ben oltre il dato economico. Sono tra coloro che rifiutano il racconto surreale di agricoltori nemici della natura, racconto in forza del quale da anni venite additati come un pericolo da contrastare con vari mezzi a disposizioni, a partire dalle direttive più astruse lontane anni luce dalla realtà e concretezza”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’iniziativa di Confagricoltura “L’Agricoltura, il Futuro”. “Questa lettura ciecamente ideologica è dal nostro punto di vista inaccettabile, per questo la contrastiamo”, aggiunge.
“L’agricoltura italiana è certamente tornata protagonista e il merito non è del governo ma degli imprenditori e dei lavoratori; il governo si è limitato a individuare meccanismi e strumenti più efficaci per liberare il potenziale che rischia di essere inespresso, consentire agli operatori di operare nelle condizioni più favorevoli”, sottolinea.
“Sono tempi molto imprevedibili, ma quando si vive in un tempo come questo penso che le poche certezze che si hanno diventino ancora più importanti e la agricoltura è certamente una di quelle certezze. Il settore ha mostrato una resilienza e una capacità di adattamento straordinaria, grazie alla tradizione che vantiamo ma anche grazie alla tenacia e orgoglio che voi dimostrate. Noi viviamo tempi che non sono semplici, particolarmente non lo sono per chi produce ma state sicuri che non lo sono neppure per chi governa“, spiega.
“SENZA PAC E COESIONE NO COMPETITIVITÀ”
“C’è un filone importante, se vogliamo dirimente, che è quello delle politiche europee. L’Italia non ha mai fatto mancare il suo punto di vista e sostegno alla categoria, ci siamo battuti affinché la Politica agricola comune tornasse a perseguire gli obiettivi sanciti dai Trattati. Essere riusciti ad ottenere con un negoziato che nella futura Pac fossero previsti 10 miliardi in più rispetto alla proposta formulata, rappresenti un risultato che dimostra quanta centralità diamo al settore. E’ difficile che si possa difendere la competitività europea se non si riesce a difendere la Pac e la Coesione. Senza agricoltura e senza coesione tra i territori noi non avremo neanche competitività. Il tentativo di mettere le due cose in contrapposizione non lo condividiamo”, aggiunge Meloni.
GIANSANTI “UE CI PERMETTA DI RIVEDERE TARIFFE SU FERTILIZZANTI”
“Io sono favorevole ad un piano organico strutturato e mi auguro che la presidente von der Leyen abbia il coraggio di presentarlo martedì perché se martedì ci presentano come piano il solito pannicello caldo in cui lasciamo al singolo Stato membro la possibilità di fare ciò che viene ritenuto meglio è un problema enorme”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a margine del convegno “L’agricoltura, il futuro” organizzato dall’associazione in Triennale a Milano. “In Europa oggi la maggior parte dei fertilizzanti che vengono utilizzati sono di matrice russa o bielorussa, quindi noi abbiamo chiesto ovviamente di poter rivedere le tariffe su tutti i fertilizzanti – ha precisato poi – ma soprattutto di tagliare questa nuova tassazione che è entrata in vigore dal primo gennaio sul carbonio che. solamente per noi agricoltori, impatterà nella misura un miliardo. Considerate che per il settore dei cereali avremo già maggior costi di 12 miliardi di euro a cui si aggiunge un ulteriore miliardo di questa tassazione”.
“In un momento in cui molte crisi stanno mettendo in difficoltà il settore dell’agricoltura, considerate che l’USDA”, l’agenzia federale americana responsabile delle politiche agricole, “che è una delle agenzie più importanti al mondo, certifica che negli Stati Uniti quest’anno sarà la peggiore crisi produttiva dal 1919, ossia da oltre 100 anni a questa parte. Stiamo conoscendo, grazie alla chiusura dello stretto di Hormuz, la peggiore crisi alimentare”. Situazione confermata “dai messaggi della FAO”.
– Foto ufficio stampa Confagricoltura –
(ITLAPRESS).
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