La Serie A sembra aver trovato definitivamente il proprio padrone: l’Inter di Chivu, che ha inanellato negli ultimi due mesi 9 vittorie e 1 pareggio, portandosi saldamente al comando della classifica.
Il campionato sembra aver ricevuto già lo strappo decisivo, e questo sia per la forza in Italia dell’Inter (discorso diverso in Europa, ne ho parlato nel mio editoriale di sabato), sia per la mancanza di un’alternativa valida ai nerazzurri.
Per motivi diversi nessuna delle inseguitrici sembra poter minimamente insidiare la leadership degli uomini di Conte.
Il Milan, fermato all’Olimpico dalla Roma di Gasperini, è la squadra ancora più vicina ai nerazzurri, essendo seconda ad appena 5 punti di distacco, ma le parole in conferenza stampa di Allegri suonano come una ritirata (più o meno strategica) dalla lotta scudetto: l’obiettivo del Milan è entrare in Champions League, non vincere il campionato.
La grande rivale dei nerazzurri a inizio stagione, il Napoli campione d’Italia in carica, ha perso pezzi da mesi a causa infortuni arrivati senza soluzione di continuità e ha sconfessato il proprio mercato estivo (leggi le cessioni di gennaio di Lucca e Lang) finendo risucchiata, dopo la netta sconfitta dello Stadium, nel gruppone che insegue.
La Roma è una realtà bellissima e Gasperini vorrebbe fare subito il salto di qualità con nuovi innesti, ma ad oggi ha 9 punti di ritardo sulla capolista e, soprattutto, non ha ancora vinto neanche uno scontro diretto: la sensazione è che i giallorossi non siano ancora pronti per il grande salto, e anche se lo diventassero prima della chiusura del mercato i punti da recuperare sono già, matematicamente troppi.
Il discorso sui punti da recuperare vale anche e soprattutto per la Juventus, che in classifica si trova a -10 dall’Inter: per valori espressi, impatto dell’allenatore (Spalletti) sulla squadra e blasone del club i bianconeri potrebbero essere la competitor perfetta, ma i punti persi a inizio stagione pesano come un macigno ed è davvero impensabile poterli recuperare tutti, a meno di un crollo della squadra di Chivu.
Per tutte queste ragioni la lotta scudetto sembra già arrivata ai titoli di coda e potrebbe essersi già trasformata in una corsa solitaria.
Resta aperta, anzi apertissima, la lotta Champions: Allegri ha detto che sarà una corsa a quattro (Milan, Roma, Napoli e Juventus) per i tre posti rimanenti, ma forse si è dimenticato (o ha sottovalutato) il Como di Fabregas, che gioca un calcio meraviglioso ed è ancora matematicamente in corsa per entrare nell’Europa che conta…
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