Week end di Serie A clamoroso, o quasi. Risultati alla mano, in pochi avrebbero potuto prevedere, nella stessa giornata di campionato, la concomitante caduta di Milan, Napoli e Juventus.
Al vertice sorridono solo l’Inter, che rischia di diventare Campione d’Italia a marzo, e la Roma, che si ritrova ad agganciare il Napoli al terzo posto e con un vantaggio di ben quattro punti sulla Juventus quinta.
Il tutto a una settimana da Roma-Juventus che, in caso di vittoria giallorossa, potrebbe segnare un punto di non ritorno nella lotta Champions.
Le partite dell’Inter e della Roma, rispettivamente contro Lecce e Cremonese, sono state tutto sommato simili: predominio territoriale per tutta la gara, fatica a sbloccare il risultato e gol che sono arrivati nella ripresa, sfruttando palle inattive.
La sorpresa più clamorosa di questa giornata è arrivata da San Siro, dove il Milan è clamorosamente capitolato contro il Parma al termine di una gara molto simile, nell’andamento, alle due di cui sopra, ma nella quale i rossoneri non sono riusciti a trovare l’acuto per sbloccarla, finendo (come spesso avviene in questi casi) addirittura per perdere a causa di un episodio.
La squadra di Allegri era imbattuta dalla prima giornata di campionato, vale a dire dalla sconfitta, altrettanto sorprendente, contro la Cremonese di Nicola.
La Juventus di Spalletti è in piena crisi, e nessuno se lo sarebbe aspettato appena due settimane fa, neanche il tecnico Luciano Spalletti.
I bianconeri sembravano aver trovato una propria identità e quella continuità di risultati che era mancata negli scorsi anni, ma in meno di venti giorni sono incappati in quattro sconfitte, due in campionato, una in Coppa Italia e una in Champions League, che ne hanno minato certezze, compromettendo tutti gli obiettivi stagionali.
È sfumata definitivamente la Coppa Italia, con l’inopinato 0-3 di Bergamo che ha aperto le danze di questo periodo orrendo. È abbondantemente compromesso il cammino in Champions League (serve un’impresa per ribaltare il 2-5 col Galatasaray) e si è complicata maledettamente la corsa ai primi quattro posti in Campionato, dove la Juve non vince dal 1 febbraio (4-1 in casa del Parma) ed è scivolata a meno quattro dalla Roma.
La sfida dell’Olimpico di domenica sera contro i giallorossi ha già il sapore dell’ultima spiaggia per Spalletti, che sembrava poter essere l’uomo della provvidenza per inseguire il sogno di tornare grandi ma sta vivendo un febbraio letteralmente da incubo.
Chiudiamo l’analisi delle sorprese di giornata con la sconfitta del Napoli di Conte a Bergamo, contro l’Atalanta. I partenopei sembravano in pieno controllo della gara ma hanno subito la rimonta dei padroni di casa, finendo per uscire sconfitti dal campo.
Fin qui la cronaca, che tuttavia non esaurisce il dibattito su Atalanta-Napoli, che è virato subito dal campo a…Lissone.
Il Var è ancora sotto accusa, e con lui l’AIA, che non riesce proprio a calibrare un protocollo che restituisca quell’oggettività più volte richiesta dagli addetti ai lavori.
Gli episodi di Atalanta-Napoli sono noti e ampiamente dibattuti da ieri, resta l’ennesimo capitolo di una lunghissima serie di proteste nei confronti degli arbitri e della tecnologia applicata al calcio.
Proteste documentate abbondantemente sul nostro sito www.soccermadeinitaly.com e sui canali social di SMIT (Instagram, Tik Tok e Youtube), dove trovate tutte le voci dei protagonisti e i nostri approfondimenti.
L’impressione è che, mai come quest’anno, l’AIA sia in enorme difficoltà. Il livello tecnico degli arbitraggi è basso, la chiarezza del protocollo Var, soprattutto sul “chiaro ed evidente errore”, è ai minimi termini.
Serve un cambiamento radicale, quanto prima.
L’articolo La caduta dei giganti…e dell’AIA proviene da IlNewyorkese.
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