LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – Il Regno Unito sta trasferendo l’intelligenza artificiale dal banco di prova alla linea di contatto, affidando ai reparti dell’Esercito la selezione delle tecnologie chiamate a contrastare i droni e ad abbreviare il ciclo di individuazione degli obiettivi. Il Defence Science and Technology Laboratory, l’agenzia scientifica del ministero della Difesa britannico, ha reso noti i risultati dei programmi Vanaheim e Anvil.
Il primo, condotto con gli Stati Uniti sotto la regia dell’iniziativa Rapstone, ha sottoposto apparati contro-Uas di 13 fornitori industriali alla verifica di unità di fanteria leggera, chiamate a impiegarli in condizioni prossime a quelle operative. Le prove svolte nel 2025 in Germania e Polonia hanno valutato sensori, sistemi di disturbo e soluzioni di neutralizzazione. Secondo Dstl, l’obiettivo è determinare “che cosa funziona, che cosa non funziona e come accelerarne l’adozione”, trasformando i risultati sperimentali in decisioni su equipaggiamenti, addestramento e procedimenti tattici. Una nuova fase è prevista nell’estate 2026 in Lituania, nell’ambito del programma statunitense Flytrap. Sul versante opposto della contesa tecnologica, Anvil impiega modelli di visione artificiale affinché i droni possano localizzare e classificare bersagli con maggiore rapidità. Associato alla stazione di controllo Falling Instruments, il sistema permette ai reparti di introdurre nuovi obiettivi e adattare gli algoritmi a differenti scenari di ricerca e ricognizione “entro ventiquattro ore”, riducendo il carico cognitivo dell’operatore e comprimendo i tempi necessari per riaddestrare e distribuire i modelli.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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