«Fortunato Depero è sicuramente una delle figure più originali del futurismo italiano e anche una delle più contemporanee. Questo progetto arriva dalla nostra ambasciata a Washington e racconta una storia profondamente transatlantica tra Italia e Stati Uniti tra arte grafica e comunicazione.», apre così il direttore dell’Istituto Emanuele Amendola.
La mostra, ospitata nelle gallerie dell’Istituto, si inserisce nella più ampia missione culturale dell’ente, da sempre impegnato nella promozione del Made in Italy. Negli ultimi anni, l’IIC di Los Angeles ha consolidato il proprio ruolo come hub culturale per il pubblico americano, con un programma che spazia tra arti visive, cinema, design e innovazione.
Un artista che aveva già capito tutto
«Depero è stato infatti uno dei primi artisti a capire che il mondo moderno non sarebbe stato costruito solo attraverso l’arte dei musei ma anche attraverso le immagini, nella pubblicità, nella grafica, nella tipografia e nella vita di tutti i giorni.», sottolinea il curatore della mostra Massimo Scuderi.
È proprio questa visione a rendere oggi il suo lavoro incredibilmente attuale. In un’epoca dominata dalla comunicazione visiva — dai social media al branding — Depero appare come un precursore capace di intuire il linguaggio del futuro.
Figura centrale del futurismo, movimento d’avanguardia nato in Italia agli inizi del XX secolo, Depero ne incarna una declinazione unica: meno legata alla pittura tradizionale e più orientata verso la grafica, la pubblicità e l’editoria.
Il legame con New York
«DePero è il futurista, l’unico futurista che ha viaggiato ed è rimasto a New York per quattro anni e ha portato il futurismo e ha lavorato qui, ha portato lo studio futurista anche diciamo nell’editoria soprattutto, l’editoria americana.», dice Scuderi.
Il soggiorno americano rappresenta uno dei momenti più significativi della sua carriera. A New York, Depero apre la Depero’s Futurist House, entrando in contatto con il mondo pubblicitario e contribuendo a diffondere il linguaggio futurista negli Stati Uniti. Un’esperienza che rende la sua opera profondamente internazionale e perfettamente coerente con il contesto di Los Angeles, città globale per eccellenza.
Un innovatore della comunicazione visiva
«E’ l’unico futurista tra i tanti futuristi che non ha fatto solo pittura, ha fatto soprattutto grafica.», conclude Scuderi.
Dai celebri manifesti pubblicitari — come quelli per Campari — ai progetti editoriali, Depero ha ridefinito il concetto stesso di artista, trasformandolo in comunicatore. Un approccio che oggi ritroviamo nel design contemporaneo e nelle industrie creative.
Un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti
«La mostra dedicata a Fortunato DePero giunge a Los Angeles, al nostro Istituto Italiano di Cultura e celebriamo così nelle gallerie del nostro istituto una mostra di un grande artista, non solo un futurista conosciuto in tutto il mondo ma un innovatore, un innovatore della comunicazione visiva e un artista poliedrico.», queste le parole del console generale della repubblica italiana a Los Angeles, Raffaella Valentini
L’arrivo della mostra a Los Angeles non è solo un evento artistico, ma anche un gesto simbolico: un ulteriore tassello nella costruzione di un dialogo culturale continuo tra Italia e Stati Uniti.
«La accogliamo con un particolare entusiasmo e portiamo un altro pezzo dell’Italia, del Made in Italy qui a Los Angeles con molto orgoglio e con molta attenzione sempre verso la promozione della nostra cultura italiana all’estero.», chiosa Valentini.
In una città dove arte, cinema e innovazione si intrecciano ogni giorno, Depero torna a parlare con sorprendente attualità, confermando come il futurismo — più che un movimento storico — sia ancora oggi una chiave di lettura del presente.
L’articolo Fortunato Depero a Los Angeles: il futurismo che parla al presente proviene da IlNewyorkese.
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