La 24ma giornata di Serie a ha confermato un trend che era già evidente, amplificandone la portata fino a diventarne iperbole: in Serie A le partite si decidono sempre più spesso in pieno recupero.
Levando lo scialbo 0-0 di venerdì sera tra Verona e Lecce e il 5-0 dell’Inter contro il Sassuolo, infatti, tutte le altre gare di giornata, spalmate tra sabato e domenica, sono state letteralmente decise da gol arrivati ben oltre il 90’, a testimonianza del fatto che i minuti di recupero sono diventati oramai cruciali.
Ha aperto le danze il Napoli di Conte, vittorioso sul campo del Genoa grazie ad un rigore (arrivato dopo revisione Var e ancora molto discusso) segnato da Hojlund al 95’.
In Fiorentina-Torino, con i viola avanti al 90’ per 2-1, è stato decisivo il gol di Maripan all’ultimo assalto granata, esattamente a 94’, per determinare il definitivo 2-2.
Bologna-Parma del lunchtime di domenica è stata decisa dal gol di Ordonez al 94’, che è valso i tre punti per gli ospiti e l’ennesima sconfitta per la squadra di Italiano, piombata da oltre due mesi in un tunnel che sembra non vedere la luce.
Il Lecce è riuscito ad uscire, invece, dal proprio tunnel, ritrovando dopo tanto tempo la vittoria grazie ad un gol di Banda arrivato proprio allo scoccare del 90’, su calcio di punizione: un gol importantissimo in chiave lotta salvezza, perché tiene la Fiorentina a distanza di tre punti dai pugliesi.
Per capire l’impatto dei gol in quella che un tempo veniva definita la “zona Cesarini” basta fare una proiezione sui match di Firenze e Lecce, che hanno momentaneamente ridisegnato la fisionomia della classifica per la lotta salvezza.
Detto che i match si sono giocati in giorni diversi, a causa del solito esasperato “spezzatino”, facendo riferimento al 90’ di entrambe le partite, come se si fossero giocate in contemporanea, scopriamo che, se le due partite fossero finite con i minuti regolamentari, la Fiorentina avrebbe oggi due punti in più e il Lecce due punti in meno.
Un differenziale di 4 punti che fa tutta la differenza del mondo, perché proietterebbe la Fiorentina al quart’ultimo posto (dunque virtualmente salva) a quota 20 punti e il Lecce al terz’ultimo, a quota 19.
La giornata che ha esaltato il concetto del “fino alla fine”, che dà il titolo a questo editoriale, non poteva che essere suggellata (in attesa dei posticipi di oggi) da un gol al 96’ della Juventus, che ha fatto del motto “Fino alla fine” un vero e proprio slogan esistenziale.
Il gol di Kalulu ha letteralmente salvato, all’ultimo assalto, la squadra di Spalletti da una sconfitta che sembrava già scritta.
Oramai è chiaro: le partite di Serie A, spesso, vengono decise in pieno recupero. Ragion per cui è sempre più importante rimanere concentrati in situazioni di vantaggio e continuare a crederci in situazioni di svantaggio. Fino alla fine.
L’articolo Fino alla fine proviene da IlNewyorkese.
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