Con la radioterapia passi da gigante nella cura dei tumori

MILANO (ITALPRESS) – La radioterapia è utilizzata nella cura dei tumori per distruggere le cellule maligne o impedirne la crescita: grazie a tecnologie sempre più sofisticate le radiazioni ionizzanti vengono dirette con precisione millimetrica sulla lesione, risparmiando il più possibile i tessuti sani vicini. La radioterapia può essere utilizzata in diverse fasi del percorso oncologico: può essere curativa, quando mira a eliminare completamente il tumore; adiuvante, dopo un intervento chirurgico, per ridurre il rischio di recidiva; palliativa, quando serve ad alleviare i sintomi e a migliorare la qualità di vita del paziente.

In alcuni casi è utilizzata in combinazione con chirurgia, chemioterapia o immunoterapia, nell’ambito di un approccio multidisciplinare: negli ultimi anni i risultati della radioterapia sono cresciuti moltissimo, grazie all’introduzione di tecniche di precisione, Imaging avanzato e sistemi di pianificazione che rendono i trattamenti più efficaci, più rapidi e meglio tollerati.

“Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante con la radioterapia: questo riguarda sia i tumori, i più frequenti come i più rari, sia le terapie delle metastasi, nei pazienti che ne hanno poche come nelle piccole recidive”, ha dichiarato Barbara Jereczek, direttore della divisione di Radioterapia presso l’Istituto europeo di Oncologia di Milano, intervistata da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

La prima cosa da fare, aggiunge, è personalizzare la terapia, farla su misura per il paziente attraverso la scelta degli schemi, delle tecniche di trattamento e dell’eventuale integrazione con altre terapie che possono essere la chirurgica, la chemio o il ricorso ad altri farmaci: un’altra sfida importante è l’accesso alla cura, che non si lega solo al problema della disponibilità di macchinari in Italia e in Europa ma anche alla cultura organizzativa. In Europa un paziente su quattro dà indicazioni sulla radioterapia anziché riceverla: questo succede perché il caso non viene discusso con un approccio multidisciplinare, è un problema che riguarda proprio la rete organizzativa”.

Tante le novità: le tecnologie innovative, come l’intelligenza artificiale, possono favorire una terapia più rapida. “La principale novità riguarda le tecnologie con Imaging, sia nella fase diagnostica che in quella esecutiva – spiega Jereczek, – Per quanto concerne le terapie innovative ci sono quelle brevi, che durano da una a cinque sedute, ma ci sono anche forme più avanzate come la protonterapia. L’intelligenza artificiale fa parte del nostro percorso quotidiano: usiamo già alcuni sistemi che fanno ricorso a essa per la definizione dei volumi che trattiamo o per l’auto-pianificazione, ma in futuro ci aiuterà a scegliere trattamenti ancora più su misura e, anche se non può sostituire il medico, può sicuramente permetterci di migliorare la qualità dei trattamenti. Nel prossimo decennio quelli che faremo saranno ancora più personalizzati, basati su dati biologici e genomici: inoltre i trattamenti saranno sempre più brevi, fino a far fare ai pazienti una seduta oppure tre”.

Altro passaggio importante è quello relativo all‘integrazione con nuovi farmaci: “Oggi ci sono già protocolli fantastici, dove vediamo nelle terapie periodi senza progressione o risposte molto elevate. Come radio-oncologi collaboriamo con molti specialisti: insieme ai medici di famiglia abbiamo a disposizione tante tecnologie, ma ovviamente al centro di tutto rimane il paziente. I timori più frequenti riguardano potenziali trattamenti invasivi, perché si teme di non poter fare una vita normale durante la terapia: in realtà la radioterapia non è invasiva, perché è un trattamento ambulatoriale senza sangue e senza dolore e il paziente non è radioattivo; in più uno stile di vita sano può ridurre qualche effetto collaterale come la stanchezza. Oggi per alcune terapie si fanno cinque sedute in una settimana, mentre prima duravano otto settimane: questo è un grande vantaggio dal punto di vista sia organizzativo che clinico”.

L’ultimo aspetto su cui si sofferma Jereczek è il suo ruolo da presidente della Società europea di Oncologia: “Il mio mandato è una grande responsabilità, ma anche un piacere: l’obiettivo principale è rafforzare la nostra comunità professionale e rendere la radioterapia più visibile e più riconosciuta, perché è una disciplina fondamentale nella cura del cancro. Lavorerò per promuovere l’accesso alle terapie in tutta Europa, investire nella formazione e nella leadership nei giovani medici, collaborare con società scientifiche e associazioni dei pazienti, comunicare meglio cosa può fare oggi la radioterapia: più questa è forte, migliori sono le cure per milioni di pazienti”.

-Foto tratta da video ‘Medicina Top’-
(ITALPRESS).

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