Ciriani “Con la lista dei Paesi sicuri svolta Ue sull’immigrazione”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’approvazione della lista dei Paesi terzi sicuri colma una lacuna fondamentale nel diritto europeo e italiano, permettendo di distinguere chi ha diritto di entrare da chi abusa del sistema d’asilo”. Lo afferma Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, il nuovo format tv dell’agenzia Italpress.
Ciriani è vice coordinatore nel gruppo dei conservatori ECR nella Commissione LIBE (Giustizia, Libertà Civili e Affari Interni) del Parlamento Europeo, che ha stilato un elenco dei Paesi da ritenersi sicuri nell’intero territorio dell’Unione.
Il provvedimento rappresenta “un cambio di paradigma nella politica europea, frutto di un’ampia convergenza di governi e forze politiche di diverse matrici”, sottolinea l’eurodeputato, spiegando che della lista fanno parte paesi come Colombia, Tunisia, Egitto, Marocco e i candidati all’adesione UE, identificati in base al tasso di riconoscimento della protezione internazionale: se inferiore al 5%, il paese viene definito sicuro. “E’ un punto di partenza, la lista può essere integrata”, prosegue.
“Mentre prima l’Europa parlava solo di redistribuzione dei migranti, oggi finalmente si inizia a parlare di accordi con paesi terzi e della possibilità di costruire hub esterni per la gestione delle pratiche”, spiega l’eurodeputato. Il regolamento, che anticipa il Patto per l’asilo e l’immigrazione in vigore da giugno 2026, prevede procedure accelerate di respingimento o riconoscimento e stabilisce che il magistrato può sindacare solo sul caso individuale, non sulla definizione di paese sicuro adottata dalla Commissione.
Il sostegno trasversale al regolamento – che include anche governi socialisti come quello danese e rappresentanti di partiti di sinistra – dimostra secondo Ciriani che “questa è una norma pragmatica che consente di governare l’immigrazione”.
“L’immigrazione incontrollata non ha portato integrazione ma ha aumentato il numero di immigrati poveri”, afferma l’eurodeputato, citando i dati sulla povertà assoluta in Italia.
Secondo Ciriani, con il Governo Meloni “l’Italia è diventata modello in Europa” grazie a un insieme di proposte per governare un “fenomeno epocale che nessuno può fermare, ma gestire sì”.
Paradossalmente, osserva, queste proposte “non sono diventate patrimonio comune in Italia, dove una certa magistratura ha avuto un atteggiamento pregiudizialmente ostile e ideologico, ma hanno fatto breccia in altri Paesi europei”.
L’eurodeputato sottolinea anche l’importanza dell’attività diplomatica con i Paesi terzi e del Piano Mattei: “Il cambio di paradigma deve essere non più diritto a migrare ma diritto a restare, attraverso partenariati economici che consentono a quei paesi di svilupparsi, rovesciando il paradigma: non più solo il diritto a migrare, ma anche quello a restare”.
Infine, sulla difesa europea, per l’esponente di Fdi “è fondamentale. Gli Stati Uniti non sono più disposti a pagare la difesa agli europei. Non c’è solo l’acquisto di armi, ma va affrontato il rischio della guerra ibrida. Non si tratta di essere guerrafondai, ma occorre europeizzare la Nato con maggiore responsabilità e impegno”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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