PALERMO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di BAPS ha approvato oggi la Relazione Semestrale al 30 giugno 2026, chiudendo il primo semestre con risultati in forte espansione guidati da un utile lordo di 36,2 milioni di euro (+9,4% a/a) e un Total Capital Ratio al 25,3%, ai vertici del sistema bancario. Lo fa sapere con una nota Baps.
Il Margine di intermediazione è di 112,0 milioni (+1,2% a/a), il margine di interesse di 70,8 milioni, le commissioni attive sono 40,9 milioni (+0,8% a/a), il risparmio gestito è di oltre 1,6 miliardi (+5,4% da fine 2025), il sostegno al territorio è di 223 milioni di nuove erogazioni a famiglie e imprese. Per quanto riguarda la remunerazione soci, il pagamento a dicembre 2026 della seconda tranche del dividendo ordinario e del dividendo straordinario per ulteriori 12 milioni.
“I risultati del primo semestre 2026 confermano il percorso intrapreso dalla Banca e la validità di un modello fondato sulla prossimità ai territori e sulla fiducia della base sociale, che ha superato i 28 mila azionisti – ha commentato Arturo Schininà, Presidente del Consiglio di Amministrazione -. La solidità patrimoniale, tra le più elevate del sistema bancario italiano, rappresenta la migliore garanzia per i Soci, per i Clienti e per le Comunità servite. La distribuzione, nel prossimo mese di dicembre, della seconda tranche dei dividendi 2025 – per ulteriori 12 milioni di euro – testimonia la volontà del Consiglio di coniugare crescita sostenibile e remunerazione alla base sociale. Stiamo lavorando affinché il 2026 possa confermarsi come un esercizio molto positivo in termini di redditività e di conseguente remunerazione per la base sociale”.
“Il primo semestre 2026 conferma la traiettoria del Piano di Impresa 2025-2027 “Futura”: un utile lordo di 36,2 milioni di euro, in crescita del 9,4% e superiore agli obiettivi di periodo, generato interamente dall’attività caratteristica – ha evidenziato Saverio Continella, Amministratore Delegato -. È il risultato di una macchina industriale che lavora su tutti i suoi ingranaggi: una struttura dei ricavi progressivamente riequilibrata verso i servizi e la consulenza, una disciplina dei costi già in linea con i traguardi di fine Piano, processi ridisegnati perché il digitale liberi tempo da restituire alla relazione qualificata con i clienti. Inoltre, un presidio del credito costruito negli anni con rigore e visione industriale, porta l’incidenza dei crediti deteriorati su livelli tali da rendere marginali gli effetti del calendar provisioning. Abbiamo lavorato per tempo, quando farlo non era ancora urgente: per questo oggi possiamo remunerare i Soci e continuare a investire su tecnologia, competenze e persone. Il futuro non appartiene ai più grandi: appartiene a chi arriva preparato”.
– Foto ufficio stampa Comin & Partners –
(ITALPRESS).
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