
C’è un’Italia che si racconta attraverso i profumi, trasformando territori, ricordi e tradizioni in esperienze olfattive capaci di attraversare i confini. È quella della profumeria artistica e di nicchia, protagonista il 22 ottobre a New York della seconda edizione di AURA – An Exhibition of Extraordinary Italian Scents, l’evento organizzato dall’Italian Trade Agency (ITA) in collaborazione con Esxence – The Art Perfumery Event.
A ospitare la manifestazione è stata la suggestiva cornice di ASPIRE, al 102° piano del One World Trade Center, dove 30 marchi italiani hanno presentato le proprie creazioni a buyer, distributori, giornalisti e professionisti del settore statunitense.
Un appuntamento che, dopo il debutto del 2025, consolida la propria presenza nel panorama degli eventi dedicati alla profumeria di alta gamma, confermando il crescente interesse del mercato americano per un segmento del Made in Italy che unisce creatività, ricerca e tradizione artigianale.
Rispetto alla prima edizione, che aveva riunito 23 marchi italiani e oltre 300 operatori del settore, AURA ha registrato quest’anno un incremento significativo delle aziende partecipanti, passate a 30, con una crescita di circa il 30%.
Un’evoluzione che testimonia la volontà di un numero sempre maggiore di realtà italiane di affacciarsi sul mercato statunitense, considerato uno degli sbocchi commerciali più importanti per il settore.
A sottolineare il successo dell’iniziativa è stata Erica Di Giovancarlo, Italian Trade Commissioner e Executive Director for the USA dell’Italian Trade Agency, che, intervistata da ilNewyorkese durante la manifestazione, ha evidenziato i risultati di questa seconda edizione.
«Mi sento di dire che questa seconda edizione sta avendo un successo anche superiore a quello dell’anno scorso. Abbiamo un numero maggiore di aziende italiane partecipanti e un pubblico decisamente numeroso», ha dichiarato.
«Qui presentiamo le fragranze di 30 aziende, una produzione di nicchia molto particolare, naturale, che esprime la creatività e l’arte del saper fare italiana. Con questi prodotti noi e le aziende vogliamo creare emozioni. Credo che questo sia veramente l’obiettivo principale, perché l’emozione si ricorda e lascia il segno».
Parole che restituiscono il significato più profondo dell’iniziativa: promuovere non soltanto un prodotto, ma un patrimonio di competenze, sensibilità e identità culturali.
«Sono tutte aziende provenienti dalle varie regioni d’Italia, con una produzione veramente eccellente. Ancora una volta presentiamo il top del Made in Italy», ha aggiunto Di Giovancarlo.
La profumeria artistica italiana rappresenta un settore in cui la dimensione economica si intreccia strettamente con quella culturale.
Ogni fragranza racconta una storia: dalle atmosfere mediterranee ai paesaggi delle isole, dalle botaniche regionali alle suggestioni delle città d’arte. Un universo creativo nel quale la tradizione manifatturiera italiana incontra la sperimentazione contemporanea.
Un valore riconosciuto anche dal Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, presente alla manifestazione, che ha sottolineato il contributo di queste imprese alla promozione dell’immagine italiana negli Stati Uniti.
«È una bellissima iniziativa dell’ICE per promuovere la profumeria artistica italiana. Parliamo di una trentina di aziende molto legate al territorio, che portano qui a New York la loro arte, la loro maestria e i loro saperi, in un segmento che è in crescita e che contribuisce a rafforzare il Made in Italy in questo Paese», ha dichiarato il Console Generale ai microfoni de ilNewyorkese.
Pastorelli ha poi richiamato il valore delle relazioni tra Italia e Stati Uniti, evidenziando come la dimensione commerciale sia soltanto uno degli elementi di un rapporto più ampio.
«Italia e Stati Uniti sono Paesi amici. Le relazioni si basano sul rapporto tra persone e sullo scambio di merci. È importante che in questo rapporto ci sia anche uno scambio di esperienze. E quale migliore esperienza delle fragranze italiane qui a New York?».
Una riflessione che colloca AURA in una prospettiva più ampia: quella della diplomazia economica e culturale, nella quale le eccellenze produttive diventano strumenti di dialogo e di avvicinamento tra Paesi.
La crescita dell’interesse per le fragranze di nicchia si inserisce in un contesto particolarmente favorevole per l’industria italiana del settore.
Secondo i dati diffusi in occasione della manifestazione, il mercato italiano della profumeria di nicchia ha un valore stimato di circa 450 milioni di dollari, rappresentando approssimativamente un terzo del comparto nazionale della profumeria di alta gamma.
Nel 2025, le esportazioni italiane di profumi hanno raggiunto circa 3,17 miliardi di dollari, con un incremento del 6,4% rispetto all’anno precedente, dopo la crescita particolarmente sostenuta registrata nel 2024.
Gli Stati Uniti rappresentano una destinazione fondamentale: nel 2024 hanno assorbito circa 503 milioni di dollari di esportazioni italiane di profumi, pari a circa il 18% del totale mondiale.
Numeri che spiegano l’importanza di iniziative come AURA, capaci di creare un collegamento diretto tra produttori italiani e operatori del mercato americano.
A evidenziare le prospettive di sviluppo del settore è stato anche Maurizio Cavezzali, cofondatore di Esxence, la manifestazione milanese diventata negli anni uno dei principali punti di riferimento internazionali per la profumeria artistica.
«Questo è l’evento dove esserci», ha dichiarato Cavezzali a ilNewyorkese, commentando la seconda edizione di AURA.
«Perché siamo qui a New York? Perché l’industria italiana della profumeria di nicchia vuole essere presente anche nel mercato statunitense, che è un mercato importante, dove veramente la cultura olfattiva avrà un futuro incredibile».
Una visione che guarda oltre la singola manifestazione e interpreta il mercato americano come uno spazio di crescita per un settore in cui il valore del prodotto è sempre più legato alla sua unicità, alla ricerca creativa e alla capacità di raccontare una storia.
AURA non è stata soltanto un’occasione di incontro commerciale.
L’evento ha proposto un percorso multisensoriale pensato per valorizzare il rapporto tra profumo, arte ed emozioni, trasformando la presentazione delle fragranze in un’esperienza immersiva.
Tra gli elementi distintivi del programma, la partecipazione dei ballerini della Joffrey Ballet School, protagonisti di una performance concepita per interpretare attraverso il movimento le diverse identità olfattive della profumeria italiana.
A completare il percorso, Scent in Bloom, l’installazione sensoriale presentata da Esxence in collaborazione con l’Italian Perfumery Institute, pensata come un giardino olfattivo nel quale natura, fragranze e percezione si incontrano.
Una scelta che riflette l’evoluzione stessa del settore: il profumo non è più soltanto un accessorio personale, ma diventa un linguaggio espressivo, un’esperienza e, sempre più spesso, una forma d’arte.
La giornata ha alternato una sessione pomeridiana dedicata agli incontri B2B, con la partecipazione di buyer e professionisti statunitensi, a un ricevimento serale che ha riunito aziende, rappresentanti istituzionali e protagonisti del settore.
Il successo della seconda edizione di AURA evidenzia una trasformazione più ampia nel modo in cui il Made in Italy si presenta sui mercati internazionali.
Accanto ai comparti tradizionalmente associati all’eccellenza italiana, dalla moda al design, dall’enogastronomia alla gioielleria, la profumeria artistica sta conquistando uno spazio sempre più riconoscibile.
Un settore composto anche da piccole e medie imprese, spesso profondamente legate ai territori di origine, che trovano nella qualità delle materie prime, nell’identità creativa e nell’attenzione artigianale gli elementi distintivi della propria competitività.
Per queste realtà, il mercato statunitense rappresenta un’opportunità importante, ma anche una sfida che richiede visibilità, relazioni commerciali e una conoscenza approfondita delle dinamiche distributive locali.
È proprio su questo terreno che iniziative come AURA possono svolgere un ruolo strategico, facilitando l’incontro tra la produzione italiana e gli interlocutori americani.
Dall’alto del One World Trade Center, con lo skyline di Manhattan a fare da sfondo, la seconda edizione della manifestazione ha restituito l’immagine di un’industria italiana capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
Un’industria che, come ha ricordato Erica Di Giovancarlo, non punta soltanto a vendere un prodotto, ma a creare emozioni.
Perché una fragranza può raccontare un territorio, evocare un ricordo e attraversare una cultura. E, proprio per questo, diventare uno dei linguaggi più immediati e universali del Made in Italy.
L’articolo Il Made in Italy conquista New York anche con i profumi: il successo di AURA al One World Trade Center proviene da IlNewyorkese.
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