SIAL Paris 2026, l’Italia protagonista della grande fiera mondiale dell’agroalimentare

Si è chiusa mercoledì 21 ottobre, dopo cinque giorni, l’edizione 2026 di SIAL Paris, uno dei maggiori appuntamenti mondiali dell’industria alimentare. Nei padiglioni di Paris Nord Villepinte si sono incontrati produttori, importatori e distributori provenienti da numerosi Paesi. L’Italia è stata grande protagonista: circa 700 aziende espositrici e, secondo l’Ambasciata italiana a Parigi, il primato per superficie occupata. Una partecipazione che ha riunito grandi marchi, piccole imprese, consorzi e delegazioni regionali.

Per questa edizione gli organizzatori avevano previsto circa 8.000 espositori su 280.000 metri quadrati e 295.000 visitatori professionali. Il catalogo ufficiale ha registrato quasi 7.800 espositori. Per le aziende, SIAL è soprattutto l’occasione di incontrare nello stesso luogo buyer e operatori di mercati diversi, verificare l’interesse per i propri prodotti e avviare trattative commerciali.

La presenza italiana si è articolata in più iniziative. ICE Agenzia ha organizzato una collettiva di 218 imprese su circa 3.000 metri quadrati. Universal Marketing, guidata da Donato Cinelli e agente italiano del circuito SIAL, ha coordinato un’altra rappresentanza di oltre 200 aziende, consorzi e realtà produttive, su più di 3.000 metri quadrati, con il coinvolgimento di Sicilia, Calabria, Campania, Molise, Lazio, Sardegna e Puglia. Per molte piccole aziende il sostegno regionale e l’organizzazione collettiva rendono più accessibile una fiera che, affrontata individualmente, richiederebbe investimenti e competenze difficili da sostenere.

Le Regioni hanno presentato produzioni e strategie differenti. Il Molise ha puntato sulle micro e piccole imprese e sulle certificazioni, con vino, olio, formaggi e tartufo tra le specialità proposte. La Calabria ha portato 39 aziende dell’agroalimentare e del beverage, dai prodotti da forno alla ’nduja fino alle bevande a base di agrumi. La Sardegna ha valorizzato Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo, tre DOP che rappresentano una parte importante della sua filiera casearia, pur dovendo fare i conti con i maggiori costi dovuti all’insularità. Sicilia, Lazio e Puglia hanno completato la partecipazione regionale con imprese e consorzi delle rispettive filiere.

Una delle novità italiane è stata TuttoPizza International, il progetto promosso dalla Campania in collaborazione con Comexposium, organizzatore del circuito SIAL, e Universal Marketing. Attraverso dimostrazioni e degustazioni, la pizza napoletana è diventata il punto di partenza per presentare ai buyer l’intera filiera: farine, pomodoro, mozzarella, fiordilatte e olio. Arnaud Boussemart, Group CFO di Comexposium, ha spiegato a ilNewyorkese che l’incontro tra TuttoPizza e SIAL permette di portare un prodotto già riconosciuto in tutto il mondo all’interno di una rete commerciale internazionale.

Dalla Campania è arrivato anche un progetto che collega alimentazione e turismo. Il GAL Approdo di Ulisse, con Nuove rotte per i nuovi mercati, ha presentato le produzioni della Penisola Sorrentina, della Costiera Amalfitana e di Capri insieme alla ristorazione e all’offerta culturale dei territori. L’obiettivo è far conoscere vino, olio, formaggi e prodotti certificati sia agli importatori sia ai visitatori che possono scoprirli nei luoghi d’origine.

Il peso italiano al SIAL riflette quello dell’agroalimentare nell’economia nazionale. Nel 2025 le esportazioni del settore hanno superato i 72 miliardi di euro. La Francia è il secondo mercato di destinazione dopo la Germania: secondo i dati dell’Ambasciata italiana, nel 2025 ha importato prodotti agroalimentari dall’Italia per 6,84 miliardi di euro, il 4,78 per cento in più rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre del 2026 il valore ha raggiunto 3,35 miliardi, con una crescita del 2,3 per cento.

A Parigi il presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas, ha ricordato l’obiettivo di portare l’export complessivo italiano a 700 miliardi di euro e le difficoltà legate a dazi, conflitti e instabilità internazionale. Ha richiamato anche il fenomeno dell’Italian sounding: prodotti che utilizzano nomi o immagini italiane senza essere realizzati in Italia. Una concorrenza che rende ancora più importante distinguere l’origine e le certificazioni dei prodotti autentici.

La manifestazione ha dedicato spazio anche all’innovazione. Nel trentesimo anniversario, SIAL Innovation ha ricevuto oltre 2.750 candidature e selezionato 775 innovazioni, tra nuovi alimenti, formati di consumo e soluzioni produttive. È un confronto rilevante anche per le aziende italiane, chiamate ad adattare confezioni e distribuzione alle richieste dei mercati senza perdere le caratteristiche delle proprie produzioni.

L’Italia lascia Parigi con una presenza tra le più ampie della manifestazione e con una rappresentanza regionale che ha dato visibilità, accanto ai grandi marchi, anche a produzioni meno presenti nei circuiti internazionali.

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