
ROMA (ITALPRESS) – “Gentile Presidente, cara Ursula, mentre entriamo nell’ultimo trimestre dell’anno, le speranze di una rapida risoluzione della crisi in Medio Oriente sono andate deluse e i mercati dell’energia rimangono estremamente tesi. Il prezzo del greggio in euro è superiore di quasi l’80% rispetto all’inizio dell’anno, mentre il costo del gas naturale è aumentato del 156%. Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per mitigare l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette, il reddito disponibile reale delle famiglie sta subendo un duro colpo, con l’inflazione complessiva che a settembre ha toccato un nuovo massimo”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella lettera inviata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Inoltre, la competitività delle imprese europee è stata gravemente compromessa dai maggiori costi energetici. In questo contesto, i percorsi di spesa netta concordati nell’ambito del quadro di bilancio europeo lasciano margini limitati per alleviare l’impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure restrittive, proprio in una fase caratterizzata da significativi rischi di ribasso per l’economia – prosegue Meloni -. Come sai, l’incremento a breve termine del gettito delle imposte indirette derivante dall’inflazione più elevata non può essere utilizzato per finanziare misure fiscali di sostegno compensative, a meno che lo Stato membro non disponga di margini di manovra all’interno del percorso di spesa netta concordato”.
“Tali misure di sostegno, infatti, sono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Sebbene questa caratteristica delle regole fiscali UE miri a garantire la solidità dei conti pubblici nel medio periodo, dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate extra per mitigare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato. Tuttavia, esiste un’ulteriore criticità nelle regole fiscali mentre aggiorniamo i nostri piani di bilancio per il 2027 – spiega ancora il premier -. Il tetto alla crescita della spesa netta è fissato in termini nominali e, come tale, potrebbe non assorbire pienamente l’impatto di bilancio di un’inflazione che superi in misura significativa le proiezioni alla base del percorso di spesa netta concordato; la spesa pubblica, infatti, può aumentare a causa di meccanismi e dinamiche di mercato che sfuggono al controllo del governo. L’esempio più significativo è rappresentato dai pagamenti pensionistici, che sono legati, seppur con uno sfasamento temporale, ai prezzi al consumo. L’entità di questo fenomeno è rilevante: nel caso italiano, la quota di spesa direttamente influenzata da un’inflazione che superi significativamente le proiezioni alla base del piano di bilancio è pari al 20,4% del PIL”.
“Altre componenti della spesa che risentiranno di un’inflazione più elevata già nel 2027 ammontano al 12,0 per cento del PIL. Siamo consapevoli del rischio insito nella modifica di regole di bilancio introdotte di recente, volte a perseguire un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito. Siamo altresì pienamente consapevoli degli impegni dell’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta. Tuttavia, riteniamo che il quadro di bilancio consenta alla Commissione europea di tenere conto dei fattori rilevanti che ho appena evidenziato nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa, in occasione dell’esame dei prossimi Documenti programmatici di bilancio – conclude Meloni -. Ritengo che si tratti di una questione urgente, non più rinviabile, che dovrebbe essere discussa dai Ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN. Resto a disposizione, insieme al mio staff, per approfondire le questioni brevemente illustrate in questa lettera e per definire le modalità operative della nostra risposta comune”.
L’UE RISPONDE ALL’ITALIA “GIA’ CONCESSO MAGGIORE FLESSIBILITA’”
“Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera della presidente del Consiglio Meloni e del primo ministro (ceco) Babis, e la stiamo esaminando”. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso del briefing quotidiano con la stampa.
Pinho ha così risposto alla domanda sul documento elaborato da Italia e Repubblica Ceca sugli interventi contro il caro energia. La portavoce ha aggiunto che si tratta di “normale prassi” ricevere contributi e suggerimenti dagli Stati membri in vista del Consiglio europeo. Il prossimo Consiglio è stato fissato tra due settimane. Pinho ha inoltre precisato che l’Ue ha “già concesso una maggiore flessibilità agli Stati membri”, a proposito della richiesta del governo italiano di maggiore flessibilità contro l’aumento dell’inflazione.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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