Ue, Ruotolo “Su social e minori serve una legge europea”

Ue, Ruotolo “Su social e minori serve una legge europea”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’impatto dei social media sui giovani è al centro di una risoluzione che sarà votata giovedì nel corso della plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. Un argomento che verrà affrontato anche domani dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione.

“La questione è diventata molto importante – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa l’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo, relatore della risoluzione che andrà al voto giovedì -. Gli Stati membri stanno già intervenendo, ma il rischio è quello di avere 27 situazioni diverse”.

Per questo serve una “legge europea”, ha sottolineato Ruotolo, che ha citato alcuni dati emersi dalle audizioni di esperti condotte negli scorsi mesi dall’Europarlamento: “Tra gli 11 e i 14 anni si può arrivare fino a 9 ore al giorno davanti a uno schermo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un adolescente su 10 mostra un uso problematico dei social media con sintomi assimilabili alla dipendenza, le segnalazioni di materiale di abuso sessuale sui minori generato con l’intelligenza artificiale sono passate da circa 5.000 nel 2023 a 1,3 milioni nel 2025. Parliamo di salute mentale, sonno, concentrazione, relazioni e anche salute fisica – ha spiegato l’europarlamentare -. La miopia è in fortissima crescita e potrebbe riguardare metà della popolazione mondiale entro il 2050. Tra i giovani europei quella quota potrebbe essere raggiunta già nel 2035. Il mondo digitale offre opportunità straordinarie. Il problema è come una parte di questo mondo è stata progettata con strumenti come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei video, le notifiche continue, sistemi che selezionano per noi contenuti, non sono elementi casuali. Questa è una questione enorme perché significa che non stiamo discutendo soltanto di ciò che i ragazzi fanno sui social. Stiamo discutendo di ciò che i social fanno ai ragazzi”.

Noi non partiamo da zero. Abbiamo l’Europa, la legge europea sui servizi digitali. La Commissione ha già contestato in via preliminare a Meta alcune caratteristiche di Instagram e Facebook che possono favorire un utilizzo compulsivo – ha proseguito -. La legge sui servizi digitali deve essere applicata fino in fondo e se non basta dobbiamo rafforzarla perché il rapporto degli esperti della Commissione e il nostro rapporto arrivano allo stesso risultato: cambiamo il paradigma. La responsabilità non è più solo delle famiglie, degli insegnanti o dei giovani. Sono le piattaforme che devono essere le prime responsabili della sicurezza dell’ambiente che hanno costruitto. Naturalmente famiglie, scuole, educatori hanno un ruolo fondamentale, ma l’educazione digitale e l’alfabetizzazione mediatica sono indispensabili”.

“Se scoprissimo un giorno che un giocattolo destinato ai bambini è stato progettato in modo da creare un rischio serio per la loro salute, nessuno direbbe ai genitori ‘Leggete meglio le istruzioni. Chiederemo al produttore di cambiarlo e se è necessario di ritirarlo. Nel digitale deve valere lo stesso principio ed è questo che proviamo a fare con il nostro rapporto”. 

-Foto sat/Italpress-
(ITALPRESS).

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