A Baltimora il tour americano dell’Amerigo Vespucci ha vissuto uno splendido momento musicale. Sul waterfront della città, con il veliero ormeggiato sullo sfondo, la pianista e compositrice Cristiana Pegoraro ha tenuto il concerto From Amerigo Vespucci to America 250: A Musical Journey, un omaggio italiano ai 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. Era un concerto su invito, organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Filadelfia insieme al comando della nave, e si è concluso con un ricevimento a bordo.
Il Vespucci era arrivato a Baltimora il 24 giugno per partecipare a Sail250 Maryland & Airshow Baltimore, uno degli eventi navali legati alle celebrazioni di America250, all’interno del più ampio Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare prodotta da Difesa Servizi S.p.A. La città ha ospitato per alcuni giorni grandi velieri, navi militari, visite pubbliche e dimostrazioni aeree; il Vespucci, ormeggiato a Tide Point, era una delle presenze più attese. Da lì la nave ha poi proseguito verso New York, dove il 4 luglio ha preso parte alla grande parata navale sull’Hudson insieme a imbarcazioni arrivate da diversi paesi.
Il concerto di Pegoraro ha alternato pagine del repertorio classico e composizioni originali, usando anche lo storytelling per collegare i brani alla storia che ruotava attorno alla serata. Il titolo del concerto indicava già il percorso: partire da Amerigo Vespucci, il navigatore fiorentino da cui l’America prese il nome, e arrivare al 1776, l’anno della dichiarazione d’indipendenza. «Suonare davanti all’Amerigo Vespucci, con il sole che tramonta sul porto di Baltimora, è stato un onore immenso e una grande emozione», ha detto la pianista. «Con questo concerto ho voluto raccontare l’incontro tra due culture che condividono mare, storia e futuro».
Il riferimento al Vespucci funziona perché la nave, più di altre, porta con sé un immaginario e una storia d’eccellenza. È la nave scuola della Marina Militare italiana, varata nel 1931, e da decenni viene usata per la formazione degli allievi ufficiali. E poi c’è la famosa frase, quella sulla “nave più bella del mondo”, nata dall’incontro con la portaerei americana USS Independence nel 1962 che, dopo aver identificato il veliero, la salutò così.
La tappa di Baltimora faceva parte di un piccolo percorso americano di Pegoraro dedicato ad America250, con concerti anche a Scarsdale, New York e Filadelfia. Proprio a Filadelfia, il 2 luglio, la pianista ha chiuso il tour con An Italian Tribute to the United States all’Union League, nella Lincoln Memorial Room. Anche la data aveva un senso: il 2 luglio 1776 il Congresso continentale votò l’indipendenza delle colonie, mentre il testo della Dichiarazione fu approvato due giorni dopo, il 4 luglio. E per quanto sia una distinzione che viene tralasciata durante le celebrazioni, in questo caso aiutava a mantenere saldo il senso del tour: un modo per attraversare con la musica alcuni luoghi e simboli della loro storia nazionale.
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