ROMA (ITALPRESS) – Via libera definitivo dell’Aula del Senato al Ddl con le nuove norme sulla carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale della Pubblica Amministrazione. I voti a favore sono stati 86, quelli contrari 59, nessun astenuto. Il provvedimento era stato già approvato dalla Camera e diventa così legge.
ZANGRILLO “DDL MERITO È LEGGE, VALORIZZIAMO PERSONE PER MIGLIORARE SERVIZI”
Con il via libera definitivo del Senato, il disegno di legge in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e valutazione della performance del personale delle pubbliche amministrazioni, proposto dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, diventa legge. “Il provvedimento segna un cambio di passo importante nel settore pubblico – si legge in una nota del ministero -. L’obiettivo è superare una logica basata sul semplice adempimento e costruire amministrazioni orientate ai risultati, capaci di riconoscere il merito, valorizzare le persone e offrire servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese”. “Con questa legge mettiamo finalmente le persone al centro. Non introduciamo soltanto nuove regole, ma promuoviamo un nuovo approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre reali opportunità di crescita a chi lavora nelle nostre amministrazioni”, ha dichiarato il ministro Zangrillo. Il primo pilastro del provvedimento è il rinnovamento del sistema di misurazione e valutazione della performance. Gli obiettivi dovranno essere chiari, concreti e misurabili. La valutazione sarà progressivamente aperta alla partecipazione di una pluralità di soggetti interni ed esterni all’organizzazione, secondo modalità adeguate alle dimensioni e alla complessità delle singole amministrazioni. Il trattamento retributivo legato alla performance sarà progressivo e strettamente corrispondente, in termini percentuali, alla valutazione conseguita. Per contrastare l’appiattimento delle valutazioni, nell’ambito di ciascun ufficio dirigenziale generale i punteggi apicali non potranno essere attribuiti a più del 30% del personale appartenente alla stessa categoria o qualifica.
“A tutto questo si collega un elemento fortemente innovativo – spiega il ministero -: l’introduzione nella Pubblica amministrazione di percorsi di carriera e di crescita. Per la dirigenza di seconda fascia, il 30% dei posti sarà accessibile tramite una selezione riservata a chi ha maturato almeno 5 anni nell’area funzionari o 2 nell’area delle elevate qualificazioni. Tale canale si affianca al corso-concorso SNA (50% dei posti) e ai concorsi banditi da ciascuna amministrazione (20% dei posti). Per l’accesso alla dirigenza di prima fascia, è riservato il 50% delle posizioni. Per assicurare la massima trasparenza, il testo prevede un sistema di garanzie rigoroso. La valutazione sarà affidata a una Commissione indipendente composta da 7 membri di cui: 4 dirigenti di livello generale appartenenti alla stessa amministrazione che ha indetto la procedura; 2 professionisti esperti nella valutazione del personale proveniente da un’amministrazione diversa da quella interessata o dal settore privato ed è presieduta da un dirigente generale di ruolo proveniente da un’altra amministrazione. Ai lavori partecipano, senza diritto di voto, il dirigente gerarchicamente sovraordinato a ciascun candidato e un componente dell’Organo indipendente di valutazione, con funzioni di supporto”.
“Per fare in modo che la selezione risponda ai criteri di imparzialità, pubblicità e trasparenza i componenti della Commissione sono estratti a sorte, non possono farne parte per due volte consecutive e restano fermi i casi di incompatibilità previsti per la partecipazione alle commissioni di concorso. Inoltre, è costituito un apposito Albo presso il Dipartimento della funzione pubblica per l’individuazione dei professionisti, pubblici o privati, esperti nella valutazione del personale. La selezione inizia con due step – prosegue il ministero -. Il primo è relativo alla valutazione della performance individuale e dei comportamenti organizzativi. Il secondo si basa sullo svolgimento di una prova scritta e orale. Ai fini della prima valutazione la commissione tiene conto di un colloquio di carattere esperienziale-attitudinale-motivazionale e di una relazione dettagliata, sottoscritta dal dirigente sovraordinato al candidato, dalla quale devono emergere anche indicatori di carattere comportamentale riguardanti le capacità di leadership. Gli incarichi conferiti non possono avere durata superiore a 3 anni e sono rinnovabili una sola volta previa la necessaria valutazione favorevole della Commissione sull’attività svolta. La seconda fase consiste nell’osservazione e valutazione. Trascorsi 4 anni dall’assegnazione del primo incarico, se la valutazione è positiva, si passa all’inserimento nei ruoli”.
“Con questo provvedimento permettiamo alle nostre persone di crescere e fare carriera dimostrando sul campo capacità, leadership e risultati. Una Pubblica amministrazione che riconosce il merito è più attrattiva, più dinamica e preparata ad affrontare le sfide del presente e del futuro. Valorizzare le persone significa migliorare le organizzazioni e, soprattutto, i servizi offerti a cittadini e imprese”, conclude Zangrillo.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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