ROMA (ITALPRESS) – Mentre le università leader a livello mondiale rimangono sostanzialmente invariate, gli istituti emergenti, provenienti da tutta l’Asia orientale e dal Medio Oriente, stanno diventando sempre più competitivi, registrando una crescita costante nei principali indicatori di performance. E’ quanto emerge dalla classifica QS World University Ranking 2027.
Il vertice dell’istruzione superiore mondiale si conferma solido. Gli stessi istituti continuano a occupare una posizione tra i primi 10, con solo lievi variazioni di anno in anno, a testimonianza della forza duratura della loro reputazione e dei risultati storici ottenuti. Il MIT mantiene la prima posizione a livello globale, mentre l’Imperial College di Londra e la Stanford University si classificano insieme al secondo posto. L’Università di Harvard, l’Università di Oxford e l’Università di Cambridge rimangono tra le prime cinque. Tuttavia, al di sotto di questa apparente stabilità, si intravede del movimento.
L’ingresso di università come Yale, la Chinese University of Hong Kong e la Johns Hopkins University nella top 20 segnala un crescente dinamismo tra gli istituti che si trovano appena al di fuori della cerchia d’élite. A livello italiano, il Politecnico di Milano raggiunge l’87° posto a livello globale, migliorando di 11 posizioni rispetto all’edizione precedente e confermandosi il primo ateneo italiano.
La Sapienza si colloca al primo posto tra le università generaliste italiane, 111ma al mondo e seconda assoluta in Italia. È il miglior risultato mai ottenuto dall’Ateneo nella prestigiosa classifica internazionale, guadagnando 17 posizioni rispetto alla precedente edizione. L’Alma Mater di Bologna scala ben 15 posizioni, ottenendo il miglior piazzamento da quando esiste la classifica internazionale, raggiungendo il 123esimo posto a livello mondiale e il terzo posto a livello nazionale.
Tra gli altri atenei, l’Università degli Studi di Milano si colloca al sesta posto in Italia e 270esima a livello globale, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata sale al 342° posto mondiale guadagnando ben 13 posizioni, conquistando il 6 posto in Italia, mentre l’Università Cattolica del Sacro Cuore avanza di 21 posti e fa il suo ingresso tra le prime 400 università del mondo (posizione 388).
Un balzo considerevole che si riflette anche in ambito nazionale dove l’Ateneo entra nella top 10 italiana, collocandosi al nono posto. L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell’ultimo decennio, mentre l’Università di Padova passa dal 336mo al 204mo posto mondiale. Il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305mo al 206mo posto. Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica.
“La crescita del sistema accademico italiano è il risultato di una scelta strategica chiara: mettere la conoscenza, la ricerca e il capitale umano al centro delle politiche pubbliche. Una scelta che ha significato maggiori finanziamenti agli atenei, più investimenti nelle infrastrutture di ricerca e una valorizzazione di studenti, ricercatori e docenti. Un impegno che contribuisce a rendere le nostre università sempre più autorevoli e competitive nello scenario internazionale. Sostenere l’università non è una spesa, ma un investimento strategico per la crescita economica, sociale del Paese e per la sua capacità di creare innovazione”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in merito al QS World University Rankings 2027.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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