ROMA (ITALPRESS) – “Secondo i principali aggregati Ocse sugli investimenti esteri diretti, nel 2024 gli afflussi hanno raggiunto i 24,7 miliardi di dollari, collocando l’Italia tra i primi Paesi del G7, a un record storico per gli annunci di investimenti greenfield nel nostro Paese“. Ma oltre ad attrarre gli investitori, riusciamo anche “cosa altrettanto importante, fidelizzarli e farli crescere. Le aziende che scelgono l’Italia reinvestono e si espandono costantemente” grazie al suo ecosistema industriale. Così Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo all’annuale riunione del Consiglio dell’OCSE a livello ministeriale in corso a Parigi.
“I flussi di investimenti sono un barometro di credibilità: gli investitori allocano capitali dove trovano stabilità, prevedibilità e un governo realmente impegnato a far sì che gli investimenti abbiano successo”, ha aggiunto Valentini, spiegando quali sono le direttrici su cui si muove l’Italia. In primo luogo “si concentra sugli investitori che sviluppano l’eccellenza industriale, contribuiscono alla duplice transizione verde e digitale e all’integrazione nelle catene del valore globali nei settori ad alta intensità di conoscenza”.
“Il Paese ha implementato il Quadro di riferimento dell’OCSE per gli investimenti in quattro dimensioni concrete: sostegno istituzionale; accesso ai finanziamenti per ricerca e sviluppo, startup e PMI ad alta tecnologia; semplificazione normativa; e collegamento con gli ecosistemi locali, che unisce investitori, PMI e centri di ricerca”, ha spiegato Valentini. Partendo da queste basi, l’obiettivo, in un “continuo miglioramento”, è offrire “regole stabili, tempistiche chiare e la garanzia che, quando la burocrazia non può essere eliminata, qualcuno li aiuterà a districarsi tra i suoi ostacoli”. Quel che serve è “costruire ambienti di investimento, talvolta transnazionali, che funzionino come ecosistemi di competenze diffuse, dove capitale, competenze, ricerca e infrastrutture siano realmente integrati”. E “il vantaggio comparativo dell’Italia risiede proprio nella profondità del suo ecosistema industriale: ingegneria meccanica, automazione, robotica, componenti di precisione: non solo una localizzazione, ma un sistema di capacità”.
A margine dei lavori, Valentini ha incontrato in due distinti bilaterali il Ministro Delegato al Commercio Estero francese, Nicolas Forissier, e il Ministro di Stato per il Commercio del Regno Unito Sir Chris Bryant. Con Forissier, spiega Valentini, “ci siamo confrontati sul rafforzamento delle relazioni bilaterali e al coordinamento sulle principali questioni europee. Un confronto costruttivo che ha confermato l’importanza di una stretta collaborazione tra Italia e Francia per affrontare le sfide comuni e promuovere la competitività europea”. Con Bryant “abbiamo approfondito le principali questioni industriali europee e i settori di maggiore interesse reciproco. Un confronto utile per condividere priorità e valutazioni sul rafforzamento della competitività delle nostre industrie e sulla centralità della dimensione industriale nell’agenda europea”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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