ROMA (ITALPRESS) – Ventuno milioni nel triennio 2025-2027 per rafforzare la cooperazione scientifica nel Mediterraneo attraverso ricerca e innovazione. È l’impegno complessivo previsto dal ministero dell’Università e della Ricerca per sostenere la partecipazione italiana al programma internazionale PRIMA fino al 2027. Nell’ambito di questo investimento, prende ora il via il bando PRIMA 2026, cui il MUR ha scelto di destinare 7 milioni, per finanziare progetti di ricerca e innovazione su alcune delle principali sfide strategiche dell’area euro-mediterranea. PRIMA – Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area – è una delle più importanti iniziative internazionali dedicate alla cooperazione scientifica nell’area e nasce dalla consapevolezza che sfide come sicurezza idrica, sostenibilità agricola e sicurezza alimentare richiedano oggi ricerca, competenze e soluzioni condivise tra i Paesi del Mediterraneo. Il programma è articolato in due linee di intervento: una finanziata direttamente dalla Commissione europea e una cofinanziata dai Paesi partecipanti alla partnership.
L’avviso integrativo pubblicato dal MUR riguarda questa seconda linea di intervento ed è rivolto a università, enti pubblici e privati di ricerca, organismi di ricerca, imprese, fondazioni, associazioni e altri soggetti del sistema nazionale dell’innovazione chiamati a sviluppare progetti in collaborazione con altre istituzioni dei Paesi aderenti. L’avviso finanzierà progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori strategici del programma (acqua, agroalimentare, sostenibilità ambientale e resilienza dei sistemi produttivi), con l’obiettivo di favorire il trasferimento di conoscenze, lo sviluppo di tecnologie innovative e la costruzione di nuove collaborazioni scientifiche internazionali. Le attività di ricerca fondamentale e industriale dovranno essere prevalenti rispetto a quelle di sviluppo sperimentale. Per ogni progetto il contributo massimo previsto dal MUR potrà arrivare fino a 500 mila euro in caso di coordinamento italiano e fino a 350 mila euro in caso di partecipazione italiana a progetti coordinati da partner esteri. Il finanziamento potrà coprire fino al 70% dei costi ammissibili per i progetti di ricerca fondamentale e industriale, e fino al 25% per le attività di sviluppo sperimentale.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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