Il festival In Scena! porta a New York una nuova drammaturga italiana

Tekken Drama, il testo con cui Francesca Becchetti ha ricevuto nel 2025 la menzione speciale In Scena! del Premio Hystrio – Scritture di Scena, sarà presentato alla Casa Italiana Zerilli-Marimò lunedì 18 maggio 2026 alle 18 nell’ambito di In Scena! Italian Theater Festival NY, il festival che porta spettacoli italiani nei cinque distretti di New York. La lettura, in inglese e a ingresso gratuito, durerà 75 minuti. Il testo è stato tradotto da Caterina Nonis e sviluppato con il mentoring di Dave Johnson, drammaturgo e poeta americano già coinvolto in OnStage! Letture Americane, il progetto dedicato alla traduzione in italiano del teatro statunitense.

La collaborazione tra In Scena! e il Premio Hystrio serve proprio a non limitarsi a portare un testo italiano a New York, ma accompagnarlo nel passaggio verso un’altra lingua e un altro pubblico. Ogni anno il festival lavora con una drammaturga o un drammaturgo selezionato dal premio, affiancandolo a un traduttore e a un autore locale. È un lavoro decisivo, perché in teatro tradurre non significa soltanto cambiare le parole: significa capire che ritmo hanno le battute, quali riferimenti funzionano ancora e quali invece vanno riadattati perché non restino chiusi nel contesto da cui provengono.

Al centro di Tekken Drama c’è Eveline, una donna di trent’anni che attraversa i propri ricordi partendo dalla fine di una relazione sentimentale. Il punto di partenza potrebbe sembrare comune, quasi piccolo, ma il testo lo usa come ingresso in una zona più complessa: quella dei pensieri che si ripetono, degli impulsi che non si riescono a governare, delle parti di sé che discutono tra loro senza arrivare subito a una sintesi. Nel percorso di Eveline compaiono anche due figure immaginarie, la femminista e l’anarchica, che non fanno da semplice coro interiore, ma intervengono con consigli netti, spesso duri, come se nella sua testa il conflitto avesse bisogno di prendere forma e voce.

Il titolo tiene insieme due registri che il testo sembra voler far convivere senza renderli più ordinati di quanto siano. Tekken rimanda al combattimento, ai colpi presi e dati, a uno spazio competitivo e poco sano in cui il corpo e la psiche vengono messi alla prova. Drama, invece, indica sia la dimensione teatrale sia una parola spesso usata per liquidare certe identità e certi modi di stare al mondo come esagerati, lamentosi, “troppo” visibili. Becchetti lavora dentro questa ambivalenza, tra anni Novanta e presente, usando una cornice pop per raccontare qualcosa che ha a che fare con la tragedia, la satira e il modo in cui una persona prova a dare un nome alle proprie contraddizioni.

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