Alfa incontra gli studenti della Cattolica nel Campus di Milano

MILANO (ITALPRESS) – “Le canzoni risvegliano cose che nemmeno tu sai. Il filo rosso l’ho scritta a diciassette anni con il cuore spezzato, ma nei concerti la canzone è stata vissuta diversamente, è stata catartica”. Parole che rappresentano la fragilità che ciascuno di noi vive, e dei giovani in particolare, in un tempo storico così difficile. “Avete tutte le ragioni per essere tristi e arrabbiati”. Alfa ha cominciato così il dialogo con gli studenti dell’Università Cattolica incontrati lunedì 4 maggio nel campus di Milano, invitato dalla Facoltà di Scienze della formazione e dal Dipartimento di Pedagogia. “Il “filo rosso” tra giovani, educazione e musica, incontro con l’artista Alfa in Università Cattolica” è il titolo scelto per l’incontro aperto dal preside della Facoltà Domenico Simeone, introdotto dai docenti di Pedagogia Generale dell’Ateneo Marisa Musaio e Pierpaolo Triani, e dallo psichiatra Vittorio Uva, e concluso dal direttore del Dipartimento di Pedagogia Pierluigi Malavasi.

Rispondendo alle sollecitazioni dei professori e alle domande degli studenti, Alfa si è presentato come un giovane in ricerca, che ha intrapreso percorsi diversi, dagli studi di medicina alla produzione musicale. La passione per la musica, ha raccontato, “è nata per caso. Ho caricato online Cin Cin e tramite Tik Tok è esplosa”. Poi è arrivato il successo, destabilizzante, che richiede ambizione oltre che passione. Per l’artista la musica è la forma d’arte più immediata e non a caso è un linguaggio che unisce i giovani.

Ed è un modo per esprimere la propria emotività. Il confronto con i professionisti sul palco ha toccato il capitolo delicato della salute mentale e della terapia psicologica a cui tutti dovrebbero appoggiarsi secondo Alfa che la consiglia per esperienza personale. Il terreno che unisce giovani e adulti, bambini e anziani è pronto. La musica di Alfa raggiunge tutti, come hanno mostrato le domande della platea dove anche una piccola fan di otto anni ha chiesto consigli per il suo futuro canoro. “L’educazione -ha sottolineato la professoressa Musaio – comprende il linguaggio musicale come canale privilegiato per esprimere stati d’animo, fragilità, desideri e sentimenti”.

E quest’idea ha guidato fino alla fine l’incontro che ha voluto creare, attraverso la musica, un “filo rosso” tra generazioni, spazio di espressione e riconoscimento per i giovani e occasione di ascolto e comprensione per gli adulti. Una frase del cantante è stata oggetto di una domanda durante il dibattito: “Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”. Parole scaturite sul treno di ritorno a Milano da Roma, ha raccontato l’artista, in una giornata non certo poetica, dove un tramonto bellissimo ha risvegliato in lui la connessione con il mondo. Questo è il cuore del linguaggio musicale che attraverso l’espressione crea empatia con il creato. Con il sorriso e parole di speranza Alfa si è mescolato tra gli studenti a disposizione per selfie e autografi.

– foto ufficio stampa Università Cattolica del Sacro Cuore –

(ITALPRESS).

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