ROMA (ITALPRESS) – Torna il “Treno del Ricordo” dal 10 febbraio al 1° marzo 2026 per celebrare il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Con una mostra itinerante allestita su un treno storico, messo a disposizione dal Gruppo FS Italiane e da Fondazione FS, l’iniziativa ripercorre idealmente il viaggio compiuto all’epoca dagli esuli istriani, fiumani e dalmati per raggiungere i vari campi profughi sul territorio nazionale, da Nord a Sud. La presentazione della terza edizione del “Treno del Ricordo” e le iniziative patrocinate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in occasione del Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, si è tenuta oggi presso la sala stampa di Palazzo Chigi alla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il presidente del Gruppo FS Italiane, Tommaso Tanzilli. Il progetto racconta la storia di centinaia di migliaia di italiani che scelsero di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. Nelle cinque carrozze del treno, i visitatori potranno conoscere e approfondire la tragedia delle foibe e dell’esodo attraverso un percorso multimediale, nel quale si alternano pannelli informativi, immagini di repertorio e testi originali recitati da una voce narrante.
La mostra è arricchita dall’esposizione di alcune delle masserizie degli esuli, custodite dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata nel Magazzino 18 di Trieste. La quinta carrozza, novità dell’edizione 2026, è dedicata alla trasmissione del ricordo alle giovani generazioni. È allestita in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fornito una selezione degli elaborati degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, e con l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che ha realizzato “Il Viaggio del Ricordo” nei luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata. L’edizione 2026 toccherà 11 città. Si parte da Trieste il 10 febbraio, per poi proseguire a Pordenone (12-13 febbraio), Bologna (14-15 febbraio), Pescara (16-17 febbraio), L’Aquila (18 febbraio), Roma (19-20 febbraio), Latina (21 febbraio), Salerno (22 febbraio) e Reggio Calabria (24-25 febbraio). Il Treno si sposterà poi in Sicilia, dove toccherà prima Palermo (26-27 febbraio) per poi concludere il suo viaggio a Siracusa (28 febbraio-1° marzo). Particolarmente significativa la presenza nell’itinerario di Pordenone e L’Aquila, entrambe proclamate “Capitale Italiana della Cultura”: il capoluogo abruzzese per il 2026 e Pordenone per il 2027. Il Treno del Ricordo traccerà quindi anche un simbolico “passaggio di consegne” tra le due città, per unire memoria, identità e futuro.
Il “Treno del Ricordo” è promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. È realizzato dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Gruppo FS Italiane e Fondazione FS, in collaborazione con il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Cultura, l’Agenzia Italiana per la Gioventù, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-FiumanoDalmata, Rai Teche, Istituto Luce, Rai Cultura e Rai Storia. Il “Treno del Ricordo” rientra nell’ambito delle commemorazioni programmate dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
“Il Treno del Ricordo porterà contenuti per raccontare e lo facciamo non solo per chi ha memoria di questo ricordo, ma soprattutto per il più giovani che non hanno mai conosciuto la storia del nostro Paese. Perché possano coltivare la cultura del rispetto, la cultura della vita che invece è stata negata a tanti italiani con questa tragedia”, ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
Le Ferrovie sono “un pezzo dello Stato e, come tali, non potevamo non accompagnare questo progetto e seguire tutto ciò che in qualche modo è l’identità della nazione. Questo evento drammatico nell’immediato dopoguerra va sicuramente ricordato, anche perché una gran parte degli esuli istriani utilizzarono proprio il mezzo del treno per raggiungere le loro destinazioni finali in tutta Italia. E quindi ci siamo sentiti, direi quasi obbligati, a dare un segnale di ricordo, di memoria e un segnale, appunto, di identità alla nazione”, afferma il presidente del Gruppo FS Italiane, Tommaso Tanzilli.
– foto xb1/Italpress –
(ITALPRESS).
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